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Assegnati i premi del Panathlon Lecco per il 2018. «Lo sport è darsi obiettivi»

Il sodalizio guidato da Riccardo Benedetti si è riunito per la tradizionale conviviale natalizia durante la quale sono stati consegnati i riconoscimenti per l'anno in corso

Tempo di auguri in casa Panathlon Club Lecco: martedì sera all'NH Hotel Ponte Vecchio di Lecco il sodalizio guidato da Riccardo Benedetti si è riunito per la tradizionale conviviale natalizia durante la quale sono stati consegnati i premi Panathlon 2018. Una serata speciale a chiusura dell'anno in cui il club ha festeggiato il cinquantesimo anniversario di fondazione (la data di nascita ufficiale è il 16 dicembre 1968) e sottolineata dall'introduzione di Benedetti che ha esordito citando uno scritto di Millo Rusconi, primo e indimenticato presidente del Club, e ricordando tutti i suoi successori: Giorgio Zoboli, Ferruccio Ceresa, Arturo Muttoni, Fabio Politi, Mario Galdini, Mario Magnani, Alfredo Redaelli, Augusto Teli, Roberto Butta, Adriano Airoldi e ancora Alfredo Redaelli.

«Cinquant'anni sono indubbiamente un traguardo importante che il Panathlon di Lecco ha raggiunto grazie ai suoi presidenti e ai suoi soci che hanno promosso nel tempo i capisaldi del sodalizio: fair-play, giovani e disabili». Molti gli eventi organizzati o supportati durante l'anno: dalla Grande Sfida di settembre in collaborazione con gli atleti di Special Olympics alla donazione della speciale pedana per la scherma paralimpica al Circolo della Scherma Lecco; dalla partecipazione alle regate veliche Interlaghi e Interlaghina alla Winter Polimirun; dal quadrangolare di pallavolo organizzato con la Picco Lecco alla Bellano Enduro Urban Cup per finire con l'iniziativa presso Confcommercio che ha visto tre soci (Marco Cariboni, Luigi Baggioli e Antonio Peccati) raccontare le proprie esperienze sportive e di vita. 

Trofeo Panathlon 2018: tutti i premiati

Riccardo Benedetti si è poi soffermato sul significato della parola "Sport". «Mi sono chiesto cosa significhi questa parola e mi sono dato alcune risposte. Non definitive. Non assolute. Diciamo che sono le mie risposte che vorrei, appunto, condividere con voi. Lo sport è sacrificio. Non devo certo sottolinearlo a una platea che ben conosce il significato di questa parola. Non solo nel senso sportivo ma anche e soprattutto in considerazione dei propri successi personali in campo aziendale e professionale. Senza sacrificio non va da nessuna parte. e si resta legati al palo dei vorrei e dei potrei. Lo sport è passione. Se non hai la passione che ti fa alzare la mattina presto d'inverno per andare a correre nel fango per qualche chilometro solo per arrivare 34° o giu di li, pratichi la stessa disciplina di quelli che si sistemano il cuscino e si girano dall'altra parte. Lo sport senza passione è come una rosa che non profuma. E il profumo della passione si confonde spesso e volentieri con quello del sudore e della fatica. Lo sport è un obiettivo da raggiungere. qualsiasi. Non necessariamente le olimpiadi di Antonio Rossi, il Mondiale di Matteo Grattarola, la traversata d'altri tempi di Dario Noseda. Lo sport sono gli obiettivi di tutti i giorni. Applicarsi in ciò che fai. Migliorarsi costantemente alla scoperta dei propri limiti. Come dovrebbe essere la vita di tutti i giorni di chi non vuole rassegnarsi a essere semplicemente ciò che è ma vuole rincorrere ciò che sarà».

«Lo sport è rispetto. Prima di tutto verso te stesso. Poi degli altri. Lo sport è rispetto delle regole, ma va al di là di esse. Già, perché ce ne sono di non scritte che talvolta valgono più di quelle certificate in una norma. Dall'altra parte non c'è un avversario. Solo uno come te che sta facendo sacrifici e con passione sta inseguendo i suoi obiettivi. Infine, lo sport sono i traguardi da raggiungere. E se, mi chiedo e vi chiedo, abbiamo fatto i giusti sacrifici, ci abbiamo messo la nostra grande passione, ci siamo posti obiettivi ambiziosi e adeguati alle nostre capacità, e abbiamo giocato secondo le regole, perché mai non dovremmo riuscire a raggiungere i nostri traguardi? Sono certo che nei nostri padri fondatori questi concetti fossero ben radicati e oggi, a cinquant'anni di distanza, siamo qui tutti assieme a ricordarli e a ringraziarli».

Durante la serata sono stati consegnati i tradizionali premi del Panathlon Club Lecco. A Vincenzo Tondale, storico allenatore dello Sci Club Lecco, è stata consegnata la Targa al Merito. All'Associazione di Pallavolo Alberto Picco, protagonista della promozione in serie B1, e a Dario Noseda, autore di un'epica traversata oceanica a bordo di una classe Star, sono andati i due Premi Speciali. Al valsassinese Matteo Grattarola, campione del mondo, europeo e italiano di trial, è andato il Premio Panathlon Lecco 2018.

Dopo la tombola i soci si sono scambiati gli auguri e dati appuntamento al prossimo anno. Alla serata erano presenti anche l'assessore allo Sport del Comune di Lecco, Roberto Nigriello, il presidente del Panathlon Club Como (che diede i natali al club di Lecco) Achille Moioli e Stefano Corbetta, figlio di Renato Corbetta, uno dei "padri fondatori" del sodalizio lecchese, ricordato con affetto dai panathleti in memoria di tutti i soci scomparsi.

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