Il puzzle vincente dalla Ghislanzoni GAL

Il sodalizio lecchese del Panathlon ha ospitato, nell'ultimo incontro mensile, Alberto Butta allenatore della Ghislanzoni GAL accompagnato da Lorenzo Bonicelli, Chiara Castelnuovo, Anna Galbusera, Mara Rigamonti e Laura Todeschini.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Se avete avuto occasione di dirigere una società sportiva, certo avete presente cosa può significare dover svolgere la vostra attività (diciamo che si tratti di ginnastica) in una specie di tubo lungo sessanta metri e largo 15, studiato per le bocce e che sull’entrata reca pomposamente il cartello “Centro Sportivo Comunale”.

Ora, solo il fatto che si sia costruito verso la fine del ventesimo secolo un monumento alle bocce fa pensare; non che le bocce siano uno sport di serie B (nel Panathlon non esistono gli sport di serie B), ma forse è stata la lungimiranza degli amministratori a non essere della massima serie. Ciò premesso (come si dice spesso oggi), gli eroi della serata del 14 aprile scorso sono stati proprio quelli che, dietro pagamento un cospicuo affitto e l’accollo di spese ordinarie e straordinarie per la manutenzione dell’immobile (!?), hanno trasformato un inutile mega bocciodromo in una palestra dove, guarda un po’!, riescono straordinariamente a gestire centinaia di ragazzini e ragazzine che fanno fare bella figura a tutta Lecco.

Sono, i dirigenti, allenatori e atleti della Ghislanzoni GAL, che, noncuranti del “tubo”, riescono ad avere la determinazione di far crescere un’attività il cui insediamento in città risale ad oltre un secolo fa; in più, fatto che rappresenta un esempio purtroppo isolato, sono anche riusciti a metabolizzare una scissione facendola rientrare con santa pazienza, la stessa che ci vuole per starsene ore ed ore nel tubo ad allenare.

Alberto Butta è il dirigente/allenatore di punta di tutta questa meraviglia, e ci ha fatto conoscere cinque giovanissimi atleti che rispondono ai nomi di Lorenzo Bonicelli, Chiara Castelnuovo, Anna Galbusera, Mara Rigamonti e Laura Todeschini. Alberto e i suoi atleti impiegano anche due anni a preparare un movimento, allenandosi 3 ore e mezza al giorno tutti i giorni della settimana sabato compreso.

"Finché c’è una così bella gioventù, possiamo ben dirlo, qualche speranza per il futuro ci conviene mantenerla viva, “Ci vuole coraggio” - ha sottolineato Butta - , e una grande capacità di “gestire la paura”: quando questa capacità diminuisce è il momento di scegliere se continuare o meno”. 

E la giovane età degli atleti è presto spiegata prosegue Butta: “Il controllo del corpo per poter gestire le acrobazie è fondamentale, e questo i bambini lo apprendono subito. Qualcosa di questo “controllo” lo abbiamo visto negli spazi ristretti della sala conviviale, ed è stato sufficiente ai più per apprezzare l’impegno degli atleti e la grande, enorme passione dell’allenatore nelle cui vene scorre evidentemente lo sport in quantità industriale".

Tornando al “tubo” naturalmente non c’è l’agibilità per il pubblico, una bella grana vero? A Lecco, direte, esiste un’altra palestra, in un altro posto denominato Centro Sportivo Comunale (leggi “Bione”): peccato che quando hanno rifatto il pavimento nessuno si sia curato di lasciare gli attacchi per gli attrezzi. E così si sta tentando con il Palataurus. Intanto c’è da rimettere in sesto la pedana (anni fa venne offerta da un emerito socio Panathlon); ma tra affitto, spese ordinarie e straordinarie, la Ghislanzoni GAL non riesce a coprire tutto, per cui ha diviso la pedana in tanti pezzi come fosse un puzzle ed ora li sta “vendendo”. Ne compreremo qualcuno anche noi come Panathlon, in segno di ringraziamento per la Ghislanzoni GAL e di esempio per chi dovrebbe garantire che anche a Lecco lo sport possa essere praticato non solo “straordinariamente”.

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