Domenica, 14 Luglio 2024
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L'impresa di Igor per i suoi 50 anni: portato a termine il primo Ironman

Quintini, atleta della 3Life, è stato iscritto alla gara di Nizza per 'regalo' dagli amici, e ha completato la massacrante prova. "Ho ascoltato i consigli dei più esperti"

Per festeggiare i 50 anni non è andato al Nameless fra i giovani e non ha acquistato una cabriolet, ma si è ritrovato a partecipare al primo Ironman della sua vita e lo ha concluso: una gara durissima, con 3,8 chilometri a nuoto, 180 in bicicletta e 42 km di corsa. 

Il lecchese Igor Quintini si era tenuto alla larga da tutto, limitandosi a celebrare il traguardo dei cinquanta con una festa per gli amici più cari. Ma i suoi amici, particolarmente diabolici, hanno deciso che un triatleta non può esimersi dalla titanica impresa e così tutti insieme hanno impacchettato una bella iscrizione all'Ironman. E non uno qualsiasi, quello di Nizza, tra i più impegnativi in assoluto andato in scena domenica 16 giugno.

L'atleta della società 3life, tra imprecazioni durate nove mesi, ha compiuto una titanica impresa completando la gara e iscrivendo così il suo nome tra i lecchesi che si possono forgiare del titolo di "Uomo di ferro". 

Una prova interminabile, in cui la testa ha un ruolo fondamentale. Mantenere la lucidità e la calma è l'unica soluzione per gestire le energie, re-intergrare quelle spese e non andare 'furoi giri'. "Mare mosso con la cosiddetta onda lunga che mi ha permesso di nuotare molto bene. Solo un pò di mal di mare sul finale e qualche problema di visibilità" commenta Igor poche ore dopo la gara. La frazione di nuoto è stata completata in un'ora e dieci minuti.

Come sono andate le tre frazioni

L'ironman di Nizza è famoso per il percorso ciclistico particolarmente esigente. I 180 chilometri con oltre 2.500 metri di dislivello sono spesso accompagnati da un caldo asfissiante e rappresentano l'ostacolo più arduo da superare. Anche qui l'atleta 3life è stato bravo a gestire le gambe senza strafare, completando la frazione in 6 ore e 58'.

"Temevo la durezza del percorso e gli incovenienti tecnici, invece è andato tutto per il meglio. Percorso spettacolare. Salite lunghe, ma discese ampie e veloci, ottime per un non-discesista come me!". La bici fatta 'di conserva' gli ha consentito quindi di buttarsi sulla Promenade de Les Anglais per la maratona finale con sufficienti energie per correre sempre senza crisi.

igor quintini

"Avanti e indietro lungo la Promenade. Clima caldo e pubblico in visibilio". Quattro ore esatte per completare tutti i 42 chilometri e tagliare il traguardo in 12 ore e 26 minuti che gli vale l'879° posto sui quasi 1.800 finisher. La classifica in questi casi conta poco. La medaglia e il titolo di Ironman Finisher valgono più di ogni altra cosa.

"Ho preziosamente ascoltato i consigli che amici e compagni di squadra pià esperti mi hanno dato - continua Igor - Bere tanto, alimentarsi, non andare fuori giri, usare la testa...risultato: gara sempre in controllo senza mai una crisi fisica o mentale".

Come di consueto in questi casi, spazio ai ringraziamenti: "Ringrazio chi mi ha permesso di vivere questa fantastica esperienza e chi da lontano mi ha seguito. Per i sessant'anni? Tor De Geants o Marathon De Sable!".

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