Lunedì, 17 Maggio 2021
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Dalla Serie D alla B: è Zambelli l'anima di Olginate

Il play racconta l'emozione della promozione in maglia Npo: «Cinque anni di duro lavoro e programmazione. Il derby con Lecco ci stimola».

Federico Zambelli

Il simbolo della grande storia olginatese, dalla Serie D alla Serie B in cinque anni, è soprattutto lui, Federico Zambelli. Il play biancoblu ha vissuto interamente l'epopea della Np Olginate, rivelandosi protagonista in ogni categoria nella quale ha militato.

«C'è la sensazione di avere fatto qualcosa di grande - racconta - al di fuori delle nostre possibilità per come la stagione regolare stava andando a un certo punto. Anche nei play-off abbiamo sofferto, perdendo la prima in casa con Mortara e poi comunque soffrendo anche con Vigevano e Milano 3. Sapevamo però di avere un roster di ottimo livello, uan rosa molto profonda. Questo ci ha aiutato».

Come siete riusciti a dosare le forze a livello psicofisico, con undici partite in poco più di un mese di postseason?
«Gestire lo sforzo è stato quasi impossibile, eravamo obbligati a dare più del cento percento dopo la prima sconfitta e lo abbiamo fatto anche con Vigevano perché sapevamo che si trattava di una squadra fortissima. Ce l'abbiamo messa tutta e forse l'abbiamo un po' pagata in finale, penso a gara due quando siamo crollati perché proprio scarichi. Non so dove abbiamo trovato le forze per portare a casa la promozione». 

Avete portato un comune piccolo come Olginate nel gotha del basket nazionale. Ci pensate?
«L'impresa è storica di sicuro però non è frutto del caso quanto di ottima programmazione. Io sono a Olginate dal 2011 e il lavoro della società è stato improntato alla ricerca di un continuo miglioramento, categoria dopo categoria. Dalla Serie D alla B c'è stata una crescita costante che ha richiesto l'impegno di tante persone».

Ora sotto con la Serie B, di fronte a piazze importanti come Lecco.
«All'anno prossimo non ci penso ancora. So che troveremo piazze storiche, saranno sfide fantastiche e occasioni di crescita. La sfida con Lecco ci stimola perché naviga da diversi anni in Serie B e sa già qual è il livello di questo campionato: ce la metteremo tutta per vincere».

A livello individuale cosa significa approdare in B?
«Richiederà uno sforzo maggiore. So che a Lecco, ad esempio, fanno allenamenti al mattino e nel tardo pomeriggio: tanti di noi dovranno valutare cosa fare con l'attività lavorativa. Per quanto riguarda il basket, è questione di volontà e voglia di migliorarsi. Io non mi reputo particolarmente tecnico o talentuoso, cerco di lavorare ogni giorno con la grinta necessaria».

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