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Np Olginate Gordon Luca Casati: "Contro Boffalora per riprenderci subito"

L'Np Olginate Gordon, dopo lo sfortunato epilogo del derby vuole riprendere il proprio cammino. Gli avversari di turno sono la giovane formazione milanese in cui militano tutti i ragazzi Armani classe ’96 - ’97, che partecipano al campionato nazionale Under 19

Luca Casati

Il prossimo incontro non sarà certamente facile e solo con la necessaria concentrazione si potrà cercare di aggiudicarsi i due punti ed un altro piccolo passo in avanti in classifica.

Il Capitano NPO GORDON Luca Casati ha iniziato a giocare a Calolzio dove ha militato nella mitica formazione classe ’89 che, per diverse stagioni, ha saputo rappresentare al meglio il basket lecchese nei campionati nazionali culminando il loro percorso di crescita proprio con il terzo posto alle finali nazionali di Scauri - categoria Under 21. Formazione in cui militavano i vari Bassani, Floreano, Spreafico, Dell’Oro ecc. ecc. Luca ha solo 25 anni ma e’ già alla sua settimana stagione in maglia biancoblu e la seconda con i gradi di capitano e tranne una brevissima parentesi di qualche mese con i Coguari di Vercurago da quando è considerato un senior è rimasto affezionato ai colori NPO.

Fabio Ripamonti, DS NPO, dice che Luca è l’anima e cuore di questa formazione, è il giocatore che meglio
incarna il suo modo di pensare allo spirito di squadra, alla capacità di essere un leader, di far scattare l’adrenalina ai compagni nei momenti difficili e trascinarli con il cuore oltre l’ostacolo.

Luca cosa ne pensi degli apprezzamenti di Fabio Ripamonti? "Ringrazio molto Fabio per le belle parole, fanno sempre piacere sentirsele dire. Lui fin da subito ha creduto in me, mi ha dato fiducia, supportato nei momenti di crisi ma, soprattutto, mi ha spronato a lavorare duro e cercare di migliorarmi allenamento dopo allenamento"

Cosa ha significato per te approdare proprio ad Olginate dopo le giovanili? Hai avuto il trauma di passare in una squadra senior? "Ho fatto tutte le giovanili a Calolzio, con un gruppo affiatato che dall’età di 10  anni ha sempre giocato insieme. Ci conoscevamo tutti e giocavamo in un ambiente che ci ha visto crescere. Non nascondo dunque che iniziare a giocare con persone molto più grandi di me in un ambiente  completamente diverso, in cui non conoscevo e non mi conosceva nessuno è stato un po’ un trauma, ma fortunatamente ho fatto subito amicizia con alcuni senior navigati, come De Carli e D’Alise che mi hanno aiutato ad integrarmi".

In questi anni hai avuto la fortuna di vivere al fianco del "PIERO" e di conoscerlo bene, eri molto affezionato a lui? "Dire che ero affezionato a lui penso sia limitativo. Ho avuto la fortuna di condividere con lui questi 7 anni. Amava scherzare con le persone, proprio come me e ci siamo trovati in sintonia fin da subito. Ho iniziato ad accompagnarlo in palestra tutte le sere per l’allenamento e in breve tempo è nata una grande amicizia, che è diventata ancora più forte con l’arrivo a Olginate di mio fratello (Cash) tre anni fa. Si potrebbe star qui ore a raccontare tutti gli scherzi che ci siamo fatti a vicenda. Era una persona fantastica, unica, era un mio grande amico e mi mancherà tantissimo. Torniamo al basket giocato, le ultime 3 stagioni sono state fantastiche".

Quale secondo te il segreto dei successi NPO? "Il momento più difficile è stato il primo anno a Olginate.
Per tutto il girone di andata non sono mai stato convocato, ma fortunatamente nel girone di ritorno ho iniziato a guadagnare la fiducia dell’allenatore e ritagliarmi a poco poco il mio spazio nella squadra. Di momenti di grande gioia ce ne sono stati tanti, probabilmente quello più grande è quello legato alla Promozione in serie C2. La mia prima promozione, un gruppo bellissimo, tutti giovani, nessuno che avrebbe mai puntato nemmeno un euro su di noi. Ricordo ancora la tensione e la carica nel giocare le partite dei Play Off. Sono emozioni che ricorderò per tutta la mia vita".

Cosa ti ha dato il basket? "Il basket mi ha dato tanto. In primis mi ha dato educazione; mi ha dato la capacità di stare e lavorare insieme ad altre persone per raggiungere un obiettivo. Mi ha dato delusioni per brutte partite ma soprattutto forti emozioni. Mi ha insegnato a non arrendersi mai, a lottare fino in fondo perché nessuno ti regala nulla, a lavorare duro perché solo cosi si possono ottenere dei risultati. Ma la cosa che sono più contento che mi abbia dato è il fatto di aver conosciuto grazie al basket persone magnifiche, uniche che sono diventate dei grandi amici anche fuori dal mondo sportivo".

E’ difficile giocare in squadra con il proprio fratello? "Io e Cash siamo sempre state due persone che non hanno mai saputo perdere, agonisti fino al midollo, anche tra di noi. Da piccoli non siamo mai riusciti a giocare con il canestro sotto casa per più di due minuti, perché immancabilmente uno dei due finiva tornando a casa piangendo. Ora fortunatamente siamo cresciuti, il puro agonismo c’è ancora ma non è più tra di noi, anzi ora ci aiutiamo l’un l’altro trasferendo il nostro agonismo sugli avversari".

Te la senti di dare un consiglio ai tanti ragazzini, che come te, si sono innamorati del basket affinche’ possano affrontare serenamente il loro futuro cestistico? "Non sono mai stato un fenomeno, penso che nelle giovanili io non sia mai partito in quintetto, ero il tipico giocatore che entrava qualche minuto per dar fiato ai propri compagni obiettivamente più forti di me. Nonostante questo, ho continuato ad allenarmi seriamente e lavorare per cercare di migliorarmi. Questo mi ha permesso di togliermi tantissime soddisfazioni".

Quali i tuoi prossimi obiettivi sportivi e non solo? "L’obiettivo principale è sempre quello di migliorarsi. In questo campionato giochiamo contro squadre e giocatori molto forti. Io e tutta la NPO continueremo a lavorare duro e con la testa bassa per toglierci più soddisfazioni possibili e a metà aprile vedremo a che punto siamo arrivati. Ecco questo e’ Luca Casati, un ragazzo che ha coltivato la passione per la pallacanestro e che ha saputo ottenere importanti traguardi sportivi grazie alla dedizione, al costante impegno e sacrificio in palestra senza mai mollare nemmeno davanti alle delusioni. Proprio l'esperienza di Luca serve da esempio per i più giovani che troppo spesso mollano alla prima difficoltà. Lavorate duro e il successo è dietro la porta per tutti basta crederci e volerlo".

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