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Roberto Bortolotto: il numero 10 dell'Olginatese per la prossima stagione

Continuano le manovre di mercato dell'US Olginatese calcio che ha messo a segno un importante acquisto di centrocampo con l'inserimento in rosa di Roberto Bortolotto.

L'US Olgianatese ha messo a segno un altro colpo di mercato con l'acquisto del numero 10 Roberto Bortolotto. Il neo centrocampista bianconero è nato a Padova il 15 aprile 1985, cresciuto nel settore giovanile della sua città prima di passare al Milan dove esordisce in Serie A il 24 maggio 2003 nella partita Piacenza-Milan 4-2.

Dopo due anni passa alla Biellese in C2, nel 2007 approda alla Tritium. Dal 2007 al 2013 trascina a suon di gol e assist i biancoazzurri dalla Serie D alla C1 senza mai retrocedere. L’anno scorso inizia nella Triestina e chiude l’annata ancora alla Tritium, ma senza giocare per colpa di un infortunio.

“Alla Triestina - spiega lo stesso Bortolotto - mi facevano giocare nel ruolo di mio fratello che io non so fare: l’esterno destro. Io sono un fantasista. Evidentemente avevano preso il Bortolotto sbagliato. Mio fratello Enrico è quel tipo di giocatore. Poi l’infortunio al ginocchio ha limitato il mio ritorno alla Tritium. Ora ho una voglia pazzesca di ricominciare. Mi sto già allenando da solo per essere al top al ritiro. Sono un classico numero 10. Non per niente il mio giocatore preferito è Roberto Baggio. Mi piace giocare per la squadra e fare assist. Ma in carriera ho segnato soprattutto col tiro da fuori e sui calci di punizione. Spero di fare lo stesso anche qui”.

Quale è stato il tuo compagno di squadra più forte? “Senza dubbio Paolo Maldini. Da giovane mi allenavo con la prima squadra del Milan e vi assicuro che un giocatore forte come lui non l’ho mai incontrato”.

Quanto ha influito il rapporto che hai con Alessio Dionisi, tuo capitano a Trezzo d’Adda, nella decisione di accettare l’offerta  bianconera? "E’ stato importante, ma non determinante. E’ verissimo che con Alessio ho un rapporto fantastico. Ma la differenza l’ha fatta l’insistenza con cui la società mi ha cercato in questi anni. In altre occasioni, per diversi motivi, ho dovuto dire di no. Questa invece è stata la volta buona. Non potevo dire di no”.

Perché? “Perché il direttore Fabio Galbusera ancora una volta mi ha telefonato per chiedere la mia disponibilità ad aggregarmi all’Olginatese pur sapendo che il 14 aprile mi ero operato al ginocchio e che arrivo da un’annata difficilissima. Come si fa a dire di no a una società che ti stima così tanto e ti cerca anche quando non ci sono certezze sul mio stato di forma? Sono bastati un incontro e una stretta di mano ed eccomi qui”.

L’obiettivo della prima squadra dell’Olginatese per la stagione ormai alle porte: “Firmerei col sangue per un risultato come quella di quella appena passata. Per ora il nostro obiettivo rimarrà lo stesso di sempre per questi colori: centrare la salvezza in Serie D. Per l’Olginatese sarebbe il diciassettesimo anno consecutivo in questa categoria. Se non sbaglio nessuno in tutta Italia può vantare un traguardo come questo. Ma in cuor mio so che dobbiamo ambire a qualcosa di più importante. La filosofia della squadra deve essere la stessa della società: lavorare sotto traccia, testa bassa e con tanta umiltà”.

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