Galbiate, mazzata sul centro sportivo: la famiglia Recalcati chiede 50mila euro

Ennesimo capitolo della querelle che vede coinvolti il Gruppo Sportivo Sala al Barro e le famiglie limitrove che vivono in via Monte Oliveto: al sindaco Magni e al presidente Negri sono stati recapitati degli avvisi di garanzia

Da sinistra: Montanelli (responsabile bilancio), Carlo Mazzoleni (capogruppo maggioranza), Benedetto Negri (sindaco di Galbiate), Alessandro Negri (Presidente GS Sala al Barro), Roberto Morganti

Non conosce soluzione di continuità la causa in corso tra il Gruppo Sportivo Sala al Barro e le famiglie Recalcati. Un nuovo capitolo della vicenda che sta tenendo bancoa  Galbiate è infatti andato in scena in questi giorni: "Non abbiamo enfatizzato quanto successo in questo periodo, abbiamo accettato la sentenza con grandi difficoltà con calcio e beach volley - spiega Roberto Morganti, dirigente del GS - Siamo stati chiamati in secondo grado perché i nostri vicini hanno chiesto al centro sportivo 50mila euro di danni. Il sindaco Magni e il presidente Negri hanno ricevuto un avviso di garanzia a testa perché hanno aperto i cancelli in un orario non previsto dalla sentenza. Quel giorno (21 giugno, ndr) era stato aperto il cancello perché avevamo 70 bambini del Camp Atalanta per strada ed evidentemente non potevamo lasciarli lì."

Continue e grosse le difficoltà vissute in via Monte Oliveto, come racconta Morganit: "In questo momento siamo in grossissima difficoltà per colpa di due vicini di casa. Quella del risarcimento danni è una richiesta grave, noi siamo costretti anche ad affittare campi per permettere lo svolgimento dell’attività sportiva e le risorse sono ovviamente limitate. E’ evidente che il territorio ci deve difendere, Lecco non sta vivendo di sport e non ci possiamo lamentare se nessuno viene ad investirci. E’ un grido d’aiuto che vogliamo fare: dateci una mano!.”

A prendere la parola è poi proprio in sindaco Benedetto "Tino" Negri, raggiunto dall'avviso. Spiega, con amarezza, la vicenda: “Parliamo tanto d’inserire i giovani nel mondo dello sport, abbiamo investito parecchi soldi per questo, poi ci ritroviamo con questa situazione in mano. I signori sapevano già prima, da novembre, che ci sarebbe stata questa situazione, abbiamo provato a contattarli per due giorni per avvisarli, ma senza successo. Il giudice stesso ci ha sempre consigliato di trovare le soluzioni tra di noi e in maniera amichevole. Dal canto nostro vogliamo solo far giocare a pallone i ragazzi."

I continui appelli non sono stati fatti per lasciarli cadere nel vuoto: "Vogliamo una risposta politica su questa situazione, a tal proposito sono stato anche dall’assessore Rossi in Regione. Ci dev’essere un giusto equilibrio, ora come ora c’è solo accanimento verso di noi. Si sta pensando solo ai soldi in questo momento. Come Giunta abbiamo approvato la possibilità di effettuare uno studio per capire se c’è la possibilità d’insonorizzare la zona e andare così incontro a tutte le parti in causa.”

Fin quando la voce non viene incrinata dalle emozioni, il presidente Alessandro Negri racconta del momento da lui vissuto: “La forza di andare avanti me la danno i ragazzi, che non voglio lasciare in strada. Siamo stati nuovamente premiati dalla Calcio Lecco e dall'Atalanta per il nostro operato. Non possiamo neanche fare manutenzione. Non esiste che io venga processato per una roba del genere, è un provvedimento ridicolo. Abbiamo dovuto tagliare tre squadre (tra cui Open Donne e CSI Liberi a 11, ndr) e limitare l’attività del beach volley. Non possiamo star lì con le nostre famiglie a mangiare, la Festa dello Sport è stata tagliata da 21 a 10 giorni nel corso degli anni; è stata l’anima della società per 29 anni, il nostro primo sponsor. Quest’anno è stata una perdita, ma era prevista nell’accordo con l’Atalanta che abbiamo dovuto rispettare.”

Il Gruppo Sportivo ha dovuto accettare importanti tagli all'orario di apertura, che in inverno è il seguente: lunedì 15.30-21; martedì 15.30-22.30; mercoledì 15.30-21.30; giovedì 15.30-22.30; venerdì 15.30-21.30; sabato 10-21.30; domenica 10-13.30. Ad agosto, invece, il centro deve rimanere completamente chiuso. Una decisione, questa, che il Tribunale di Milano discuterà in appello, insieme agli avvisi di garanzia emessi nei cofronti di Magni e Negri. La sentenza emessa a maggio 2017 prevede il pagamento di 250 euro per ogni giorno di “sforamento”, ma sempre previo consenso dei fratelli Recalcati.

Montanelli, responsabile al bilancio del comune di Galbiate, spiega: “Questo centro l’abbiamo visto nascere e crescere, le emozioni del presidente Negri sono comprensibili. Dobbiamo pensare al futuro delle nostre generazioni, i ragazzi sono elemento principale di questa realtà, ma c’è anche una struttura di volontari che ruotano intorno al centro sportivo che va salvaguardata.”

Inasprisce i toni Carlo Mazzoleni, capogruppo della maggioranza: “Non si può non condividere quanto fin qui detto, è il buon senso che deve comandare in questi casi. La raccolta firme ha dato un parere inconstestabile della cittadinanza. Non si cerca attivamente l’equilibrio, qual è l’obiettivo che stanno perseguendo le famiglie Recalcati? C’è un indiscriminato utilizzo della leva giudiziaria e c’è un disinteresse generalizzato delle istituzioni. Siamo stati lasciati soli, siamo fermi alle dichiarazioni di facciata di chi ci aveva detto che ci avrebbe aiutato. Faremo quanto possibile per portare la discussione a una soluzione positiva.” Tradotto: le istituzioni facciano quanto loro possibile per sensibilizzare il Tribunale sulla vicenda.

La preoccupazione va anche oltre il solo centro sportivo di via Monte Oliveto: "Si crea un precedente pericoloso - spiegano a più riprese - Non si può concedere il fianco con una sentenza del genere, perché potrebbe essere replicata a livello nazionale. Ci perderebbero soprattutto i giovani che vengono tolti dalle strade.”

Il futuro prossimo viaggerà comunque, nonostante le difficoltà che non scompariranno a breve: "Finiremo i campionati e proseguiremo con la nostra attività. Portiamo alla luce solo un dato: il Camp Atalanta è risultato essere terzo in Italia per numero di partecipanti, preceduto solo da quelli organizzati a Zingonia e allo Stadio Atleti Azzurri d’italia.”

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