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Starlight Valmadrera: alla fine benvenuto campionato

La lunga attesa per l'esordio in campionato della prima squadra Starlight è finita e domenica prossima 16 novembre avrà inizio l'anno zero del basket a Valmadrera perché, dopo le note vicende estive, l'intento comune è quello di ricominciare.

Facce nuove inserite in un telaio consolidato, quello della squadra di basket Starlight, quindi, a partire dal roster che affronterà il campionato promozione e che sarà ulteriormente arricchito dagli innesti, in prestito da Costa Masnaga, delle giovani di Valmadrera Giulia Rusconi e Martina Rusconi (classe ’97), dalla civatese Ilaria Vergani (classe ’97) e dalla classe ’98 Sara Panzeri. Un gruppo nuovo e talentuoso a disposizione di coach Marika Poltresi che, per l’occasione, sarà supportata dalla competenza e dall’esperienza di Nelly Rigamonti, nuova accompagnatrice della squadra promozione e dell’under 19.

Dopo la tua lunga esperienza a Como, cosa ti ha portato a Valmadrera? "Ho incontrato i dirigenti della Starlight verso la fine dello scorso campionato, intorno a maggio, per discutere l’eventualità di un progetto teso a una sinergia per reclutare cestiste nei paesi tra Lecco e Como, nelle zone in cui non ci sono squadre femminili. A differenza della società del Basket Como, mi è subito piaciuta la prospettiva, così, quando a Giugno mi ha contattato il Presidente della Starlight, ho deciso di accettare il trasferimento. Dopo tanti anni a Como era arrivato il momento di trovare nuovi stimoli e di cambiare".

Ambiente, atlete, persone nuove; come ti stai trovando? "Mi trovo molto bene con tutti, società, allenatori e giocatori. Mi piacciono l’ambiente e l’entusiasmo che tutti mettono in ciò che fanno".

Ti soddisfa il ruolo che svolgi? "Più o meno è lo stesso ruolo che ricoprivo prima. Sto sfruttando e mettendo in pratica ciò che ho imparato in quasi 20 anni di pallacanestro a Como".

Pensi sia giusto per una società come la Starlight ripartire dal settore giovanile? Come giudichi questa scelta? "Il settore giovanile è il punto di partenza per costruire basi solide e poter ripartire con grandi ambizioni. Senza un buon settore giovanile non si va da nessuna parte e, nel contesto di un basket femminile che rischia di morire, non se ne può prescindere, se non altro per salvare il salvabile. Condivido dunque la scelta della società, anche perché penso abbia poco senso investire risorse in una squadra di A2, se non si ha la certezza di disputare un campionato competitivo".

Come giudichi il tuo rapporto con la dirigenza e, più in generale, con l’ambiente? "Per ora non posso che esprimere un giudizio positivo, perché ho trovato nuovi stimoli in un ambiente che ama la pallacanestro, in cui mi sono inserita molto bene grazie anche al presidente e ai dirigenti, che mi hanno fatto immediatamente sentire parte del gruppo".

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