Wikipedia dedica una pagina al campione di marcia calolziese Alighiero Guglielmi

Eugenio Guglielmi: «Un importante riconoscimento alle imprese sportive di mio papà, un contributo alla storia dell’atletica. Ringrazio i ricercatori e i curatori a nome della famiglia»

Alighiero Guglielmi in una delle foto pubblicate da Wikipedia.

«È con gioia che ricevo da Wikipedia la comunicazione della pagina dedicata a mio padre e alle sue imprese sportive. Questo bel lavoro rimarrà come contributo alla storia dell’atletica. Ringrazio i ricercatori e i curatori a nome della famiglia». Con queste parole Eugenio Guglielmi, docente univeristario e architetto residente e Calolziocorte, commenta l'omaggio che la celebre enciclopedia libera on line ha voluto tributare alla memoria di suo padre Alighiero, grande atleta e più volte campione di marcia.

Originario di Padova, vince tre volte la 100 Km di marcia

Originario di Padova, Guglielmi si trasferì con il piccolo Gene e gli altri suoi famigliari in valle San Martino, continuando a fare la storia dell'atletica italiana. Iniziò da giovane la sua attività agonistica, vincendo alcune gare nella sua città di origine fino a quando Attilio Callegari, campionissimo patavino di marcia, lo notò e lo scelse come suo allievo, insegnandogli la tecnica e la tattica della disciplina. Questo sarà un legame che durerà per tutta la vita dando grandi frutti. Dopo alcuni ottimi piazzamenti in diverse competizioni giovanili nazionali, nel 1934 esordì a livello nazionale ai Giochi Partenopei di Napoli. Da lì in avanti fu un crescendo, come si legge nella biografia illustrata da Wikipedia, di cui riportaimo alcuni passaggi significativi.

Nel 1935 è quinto nella Venezia-Padova, gara preolimpica sulla classica distanza di 41,6 km. Seguono altri piazzamenti prestigiosi come il quarto posto al Giro di Roma, gara internazionale di 25 km, la vittoria nel Campionato italiano dei 20 km nella Padova-Abano-Padova e il terzo posto nel Campionato italiano dei 50 km. Con una popolarità assai accresciuta, Guglielmi entra nella società Bentegodi di Verona, ma deve interrompere l'attività per il richiamo alle armi. Tornato dal servizio di leva infila parecchi successi: è secondo nella 50 km di Carate e vince il giro di Trieste. Quest'ultima gara fu memorabile, tutto il percorso sotto la pioggia, Guglielmi giunge all'ingresso dello Stadio di Trieste a fianco di un altro campione, il triestino Pino Kressevich. I due atleti percorrono il giro di pista allo spasimo, nessuno cede. Il pubblico ovviamente è per il campione locale, ma Alighiero ha avuto l'accortezza all'ingresso della pista di prendere la corda e la spunta per una spalla. Nel 1938 la Fidal non gli consente la partecipazione alla 100 km di quell'anno perché designato nella rosa di atleti indicati per le successive Olimpiadi di Tokyo del 1940. Dopo avere vinto il Campionato italiano allievi del 1930 e quello di categoria nei 20 km nel 1937, nel 1940 e 1942 Guglilemi vince il titolo italiano assoluto dei 50 km confermando soprattutto la sua predisposizione nelle gare di fondo, ma la guerra interrompe l’attività sportiva e il sogno delle Olimpiadi che si sarebbero dovuto tenere a Tokyo. Nel 1944 Guglielmi chiede il trasferimento, come ferroviere, ad Alessandria dove viene tesserato nell'Atletica Unione Alessandrina (AUA), sarà l'inizio del periodo d'oro di Alighiero. Con quella società nel 1947 vestirà anche la maglia azzurra nell'Incontro Internazionale Italia-Svizzera.

Wikipedia ricorda poi, allegando immagini d'epoca, le vittorie più belle di Alighiero Guglielmi che conquistò per ben tre volte consecutive il gradino più alto del podio alla Cento Chilometri di Marcia, nel 1946, 1947 e 1948. Tre anni dopo si trasferì a Calolzio, chiamata "Cittadella della Marcia" dove venne tesserato nelle file della locale società sportiva Pro Victoria. Atleta caparbio e dalla forte personalità in gara, il neo calolziese seguì delle specifiche tecniche di allenamento e di alimentazione per esaltare le proprie doti fisiche. Tra i tanti tifosi ad attenderlo all'arrivo delle durssime gare di marcia c'era anche il piccolo Eugenio, diventato poi in arte Gene. Ecco altri passaggi significativi dedicati da Wikipedia a Guglilemi .

Guglielmi vince la Cento Chilometri, gara internazionale organizzata dalla Gazzetta dello Sport, per tre volte consecutive, con distacchi importanti sul secondo classificato, diventando il campione assoluto delle gare di fondo, distinguendosi anche per la sua forte personalità in gara. Nel 1949 fu invitato, unico italiano, ai Campionati Mondiali di marcia a Parigi, ma la Fidal non gli concesse la partecipazione, non rientrando questa competizione nelle gare ufficiali del calendario internazionale, pena l'esclusione alla imminente 100 km. Nel 1949 sarà Pino Dordoni  l'ultimo italiano a vincere la Cento, competizione di fama con campioni stranieri ben preparati e sostenuti dalle loro federazioni, tra i quali Hubert, Ljunggren e Thompson. Alighiero Gugliemi si trasferisce nel 1951 a Calolziocorte, allora chiamata la "Cittadella della marcia", tesserato alla locale Pro Vittoria. È ancora secondo nella Cento del 1950 e quarto in quella del 1949 e del 1953, primo degli italiani, che vedeva l'arrivo a Lugano. Guglielmi conclude la sua carriera sportiva nel 1955 classificandosi dodicesimo alla Cento di Seregno a cui ha partecipato su sollecitazione dei colleghi di lavoro, dopo una preparazione piuttosto affrettata. Alla fine di carriera Guglielmi è stato presente a numerose gare nazionali di veterani, dimostrando il suo amore verso la disciplina sportiva alla quale ha dedicato le migliori energie.

Su Rai Due con Mike Bongiorno

Complessivamente nella sua lunga attività agonistica Alighiero Guglielmi ha partecipato a ben otto 100 km compresa quella della 31ª edizione del 1952, dove si dovette ritirare al cinquantesimo chilometro per una crisi epatica, insieme all'olimpionico Pino Dordoni. Nel 1941 Guglielmi figurava nel Bilancio Classifica Individuale Nazioni europee per specialità, come sesto miglior tempo assoluto sui 50 km e primo classificato nella Graduatoria Fidal dei migliori atleti dell'anno. Nel 1942 nelle graduatorie ufficiali, l'atleta risultava primo nazionale e terzo nei migliori risultati europei assoluti sulla distanza dei 50 km. Nel 1966 salì di nuovo agli onori della cronaca partecipando alla trasmissione televisiva Giochi in Famiglia, su Rai Due, condotta da Mike Bongiorno. Ora, 32 anni dopo la sua morte avvenuta a Calolzio nel 1988, per Alighiero Guglielmi e le sue gesta sportive arriva l'importante e prestigioso omaggio di Wikipedia.

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