Emergenza Coronavirus, Boscagli: «Personale dei servizi educativi in difficoltà, sia tutelato anche dal Comune»

Il consigliere comunale è intervenuto durante la seduta di lunedì 24 febbraio, chiedendo alla Giunta Brivio di mettere in atto le forme di tutela, anche se fossero minime, nei confronti dei lavoratori

 

Sono momenti complessi, in Lombardia, per un po' tutte le aziende a causa delle misure adottate per limitare la diffusione del Nuovo coronavirus. Le difficoltà vanno estese anche ai semplici lavoratori in proprio, che spesso e volentieri sono costretti a dover rinunciare ai loro lavori: tra questi vanno inseriti coloro che compongono il personale dei servizi educativi, fortemente penalizzato dalla totale chiusura degli Istituti scolastici di ogni ordine e grado sul territorio lombardo.

«Gli eventi che stanno colpendo la Regione hanno pesanti ripercussioni su traffico e luoghi aggregazione di vario genere - ha spiegato il consigliere Filippo Boscagli durante la seduta del Consiglio Comunale tenutasi lunedì -, ma le sta avendo anche il personale dei servizi educativi a causa della chiusure delle scuole, doverosa. E' una tipologia di personale dalla contrattazione molto debole, che viene pagata solamente per il servizio svolto: questo vuol dire che se non ci si reca a scuola non si viene pagati, nove euro circa all'ora tra l'altro. In parte il loro trattamento dipende dalla politica dei Comuni, di conseguenza sarebbe interessante che quello di Lecco, già avanti nella sua gestione rispetto ad altri, si facesse promotore di una forma di tutela del contratto e dello stipendio di questi dipendenti, che devono rinunciare al reddito se gli Istituti chiudono. Facciamo quel poco che possiamo fare, in una situazione così complessa, ma facciamolo».

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