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Severino, resegupper a 89 anni: “Sempre una grande emozione. Quella volta da Premana a Lecco...”

Straconosciuto dai frequentatori delle montagne lecchesi, l'escursionista ha chiuso la sua terza ResegUp tra due ali di folla dopo sei ore e mezza

"Che tempra" è il commento che meglio si addice a Severino Aondio. A 89 anni e sette mesi l'ormai celebre escursionista lecchese ha portato a termine la sua terza ResegUp dopo quelle del 2013, che gli ha lasciato la maglietta nera con la quale si è presentato a questa intervista, e del 2016, chiusa con il record personale di 5h53'54". L'alteta del gruppo Bar Vitali - Pizzeria del Corso ha tagliato il traguardo di piazza Garibaldi dopo 6h31'03", ma soprattutto l'ha fatto tra due ali di folla: amici, conoscenti e ammiratori che l'hanno atteso ai lati e poco oltre il tappeto verde installato in quella che è diventata la nuova passerella finale della skyrace regina di Lecco.

“L'ultima ResegUp? Penso di si”

Severino, salito sul podio dopo aver tagliato il traguardo, ha poi ricevuto un premio speciale riservatogli dalla 2Slow, associazione che organizza la riuscita manifestazione sportiva, dopodichè ha ricevuto i complimenti di Mauro Gattioni, sindaco di Lecco e compagno di squadra, Emanuele Torri, assessore comunale, e Antonio Rossi, sottosegretario regionale e olimpionico di canoa. Con lui c'è stato per tutto il percorso il fisioterapista e amico Matteo Panzeri, che ha voluto pubblicamente ringraziare durante la nostra chiacchierata. Sarà davvero l'ultima ResegUp? Severino si tocca il ginocchio, accenna a un “penso di si, è dura...”, ma parlare del "suo" Resegone (“in cima era una cosa ‘fuori dall'ascia’”) stracolmo di gente gli fa brillare decisamente gli occhi: solo il 2023 ci dirà se quel pettorale 881 sarà l'ultimo da resegupper appuntato sul suo petto.

Nei nostri studi, invece, è arrivato di gran carriera dopo la consueta passeggiata della mattina che l'ha portato in frazione Costa, lì dove ha ancora la sua baita, una meta che raggiunge con cadenza quasi quotidiana, tempo permettendo. Un esempio di tempra, dicevamo, e longevità che lo rendono un esempio apprezzato da tutti, anche se per lui, come ci ha confidato a margine dell'intervista, questa notorietà è tutto sommato immeritata: “Faccio quello che ho sempre fatto”, ma è proprio questo a rendere straordinarie le sue imprese. Come quella che realizzò anni fa, pur senza vestire un pettorale: “Un aneddoto da raccontarvi? Quando ho percorso la distanza che c'è tra Premana e Germanedo (dove risiede, ndr) di rientro da un ‘Giir di Mont’”, la celebre corsa che abbraccia gli alpeggi del noto comune valsassinese. Animo lecchese.

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