Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Il mistero del "mostro del Lago di Como" torna ad affascinare

Un interessante video ripercorre gli avvistamenti di strane creature nel Lario che hanno dato vita alla leggenda. Lo studioso di paleontologia: "Vi spiego perché è impossibile"

Un video fa riemergere dalle acque del Lario il sempre affascinante mistero del "mostro del Lago di Como". Questa volta se ne è occupato Stefano Bolotta nel suo ultimo lavoro su Youtube.

Il cronista, nostro collega, ha affrontato il tema partendo dai più noti avvistamenti di strane creature nel lago avvenuti nel Novecento. La leggenda nasce infatti nel 1946 a Colico, nella riserva naturale Pian di Spagna: due cacciatori che si trovano sulle rive del lago sostengono di essersi imbattuti in un animale lungo 10-12 metri, ricoperto di squame rossastre e dotato di una bocca spaventosa. Un secondo avvistamento è datato 1954, ad Argegno, sul ramo comasco del Lario, comune celebre per il record di immersione a -412 metri con un sommergibile di Pietro Vassena: padre e figlio passeggiano sulle sponde del lago e notano una strana creatura, lunga circa un metro, con muso arrotondato e piedi palmati. Nel 1957 a Dongo, a seguito di alcune segnalazioni, un gruppo di ricercatori si cala in acqua con un batiscafo e osserva un animale dalla testa allungata come quella di un coccodrillo.

Dopo un silenzio di quasi 50 anni l'ultimo avvistamento risale al 2003 nel Lecchese, a opera di un gruppo di pescatori i quali sostengono di avere visto nelle acque del lago una sorta di anguilla gigante.

Rettile marino vissuto 240 milioni di anni fa

Nel video si passa dalle leggende, che hanno con ogni probabilità una spiegazione razionale in qualche modo offuscata dalla suggestione, alla scienza. Viene infatti interpellato lo studioso mandellese Giancarlo Colombo, appassionato di geologia e paleontologia nonché divulgatore scientifico. E si torna a parlare di un animale, simile a un piccolo "mostro di Loch Ness", vissuto realmente a queste latitudini, ma nel Triassico medio: il Lariosauro. Colombo ha scritto due libri sull'argomento e nel video spiega perché le due cose - mostro leggendario in stile Loch Ness e il fu lariosauro - siano incompatibili fra loro.

"Il vero Lariosauro, che ha ricevuto il nome di Lariosaurus Balsami in onore del professor Giuseppe Balsamo Crivelli, era un rettile marino che viveva in in un mare tropicale nella zona occupata oggi dal gruppo delle Grigne circa 240 milioni di anni fa, qualche milione di anni prima dei dinousari - spiega Colombo - E non era un dinosauro, bensì un notosauro di dimensioni intorno al metro e mezzo di lunghezza. È interessante perché ci mostra uno stadio intermedio dell'evoluzione, è un antenato dei più conosciuti plesiosauri. Aveva il collo lungo, le zampe a pinna e il muso lungo con zanne che sporgevano fuori quando chiudeva la bocca. Si trattava di un predatore eccellente. Il Lariosaurus Balsami fu ritrovato da Crivelli vicino al lago, nelle cave di marmo di Perledo, a metà Ottocento. Questo ha creato un equivoco: in realtà l'Italia non esisteva geograficamente 240 milioni di anni fa, si sarebbe conformata molto più tardi. Quindi figuriamoci se poteva esserci il Lario. Dopo questa specie ne furono ritrovate altre sette, di cui due in Cina. Nella configurazione dei continenti di allora c'era un mare che correva ininterrotto da qui sino in estremo Oriente".

Video popolari

LeccoToday è in caricamento