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Bormio, minorenne perde tre dita per un petardo: condannata commerciante

Due anni di reclusione e maxi risarcimento alla famiglia del bambino, che ha perso l'uso della mano

Dura la condanna inflitta dal giudice Barbara Licitra del Tribunale di Sondrio ad una commerciante bormina che nel dicembre 2013 aveva venduto un petardo a un gruppo di minorenni. Petardo che avrebbe poi causato la perdita dell'uso di tre dita ad un dodicenne. Due anni di reclusione e 50 mila euro di multa con la sospensione condizionale della pena, subordinata però al risarcimento del danno: questa la condanna che pesa sulla negoziante.

L'esplosivo, ua Rambo 31k, di potenza e pericolosità considerevoli, era stato venduto dalla donna ai ragazzini, provenienti dalla provincia di Lecco, in vacanza a Bormio con i genitori. La negoziante bormina era accusata di lesioni colpose gravissime, detenzione e vendita di materiali esplodenti e articoli pirotecnici a un soggetto minorenne, senza necessaria abilitazione

Il dodicenne da allora ha subito diversi interventi chirurgici, ha subito l'amputazione di tre dita e oggi la sua mano è inservibile. Il giudice ha inoltre condannato la donna a un maxi-risarcimento, con una provvisionale di 130 mila euro a favore dei genitori del bambino.

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