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Bormio dalla pista Stelvio (foto di repertorio)

Bormio dalla pista Stelvio (foto di repertorio)

Impianti di risalita in crisi, l'Alta Valle chiede aiuto a Regione e Provincia

La richiesta: prevenire un ulteriore peggiornamento della situazione

Un inverno anomalo, caldo e secco, ha creato più di una preoccupazione a chi di turismo invernale vive: i gestori degli impianti di risalita, comparto economico vitale per l'Alta Valtellina.

La giunta della Comunità Montana ha quindi elaborato un documento con cui chiede alle istituzioni regionali, provinciali e locali, l'attivazione "di tutti i possibili interventi che permettano di prevenire un ulteriore peggioramento della situazione economica e sociale che si prospetta imminente per le economie turistiche e per le popolazioni dei comprensori montani".

Il documento non è solo una richiesta agli enti pubblici, ma "riassume le riflessioni svolte e alcune proposte operative", come "il coordinamento del prodotto turistico con il coinvolgimento degli operatori che offrono i diversi servizi e con particolare riguardo al settore ricettivo, all'impiantistica sportiva, al settore termale, per proporre al mercato un'offerta che possa sostenere la concorrenza".

Le altre proposte si rivolgono invece al sostegno non solo, ad esempio, di "iniziative di avvicinamento dei piccoli e delle famiglie alla pratica degli sport invernali", ma anche direttamente ai "costi di gestione degli impianti sciistici e di preparazione delle piste, in considerazione della redditività del sistema turistico complessivo e del prelievo fiscale sullo stesso effettuato che non sarebbero tali in assenza dello sci".

"La difficile congiuntura che interessa il settore dello sci nell'area dell'Alta Valtellina, aggravata ed attualizzata nell'inverno corrente dove l'andamento climatico è stato particolarmente sfavorevole, può avere solo pochi sbocchi: un impegno concreto e coordinato del sistema degli enti pubblici, rivolto non solo agli aiuti finanziari ma anche alla programmazione e al coordinamento dei diversi attori interessati, può costruire un percorso virtuoso, risolvere gli annosi problemi patrimoniali e operativi delle società che gestiscono gli impianti di risalita, recuperare quote di mercato e l'equilibrio economico delle gestioni, favorire lo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi, migliorare il prodotto e l'attrattività delle località, salvaguardare le imprese e i livelli occupazionali".

"L'assenza del sostegno pubblico al settore degli impianti sciistici - è scritto in conclusione al documento - non potrà che aggravare il trend recessivo che ha caratterizzato gli ultimi anni, ponendo l'Alta Valtellina di fronte ad una prospettiva di impoverimento che coinvolgerà progressivamente tutto il sistema turistico e la popolazione del comprensorio".

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