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Smaltimento e traffico illecito di rifiuti, indagine in alta Valtellina

Tra le ipotesi anche quella di utilizzo di cemento depotenziato

In alta valle sarebbe in corso da almeno sei mesi un'inchiesta sul traffico e sullo smaltimento illegale di rifiuti, condotta dal corpo forestale di Bormio coordinato dal comandante provinciale Andrea Turco.

Sarebbero trapelate alcune informazioni che vedrebbero coinvolti imprenditori edili, titolari di cave, dipendenti di uffici pubblici provinciali e regionali, e privati che avrebbero dichiarato il falso facendo risultare conformi alle norme le procedure di smaltimento dei rifiuti da parte delle ditte edili coinvolte.

Tra le ipotesi al vaglio ci sarebbe quella di una specie di "cartello" di imprese che si aggiudicava gli appalti per fornitura cemento e asfalti a prezzi vantaggiosi ma che nascondevano l'utilizzo di cemento depotenziato, cemento armato non a norma di legge, meno resistente e quindi più soggetto a collassamenti o crolli, utilizzato sembra anche per la ristrutturazione di alcune scuole di Sondrio.

Sarebbero una quarantina gli avvisi di garanzia consegnati alle persone coinvolte nell'indagine non solo nella provincia di Sondrio. Tra le accuse ipotizzate dal sostituto procuratore Stefano Latorre ci sono quelle di associazione per delinquere, corruzione, furto, evasione fiscale, turbativa d'asta e frode in pubbliche forniture.

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