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Sondalo: al lavoro contro la chiusura dei piccoli punti nascita di montagna

"Indispensabile, per ottenere i riconoscimenti, superare campanili e confini politici"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

La scorsa settimana una delegazione di Amministratori locali e primari di Ginecologia Osterica del Trentino e dell'Alto Adige, coordinati dall'onorevole Albrect Plangger (vicepresidente dell'intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna), hanno fatto visita al reparto di Ostetricia-Ginecologia dell'ospedale Morelli di Sondalo. Ad accogliere la delegazione trentina ed altoatesina c'era la Giunta del Comune di Sondalo con il sindaco Luigi Grassi, il primario del reparto dott. Federico Spelzini, la dott.ssa Rosa Di Lauro e la caposala Carla Foppoli. Il motivo dell'incontro è stata la Direttiva Ministeriale che prevede un severo taglio, su tutto il territorio nazionale, dei punti nascita con meno di 500 parti l'anno.

All'incontro non ha potuto partecipare la dott.ssa Panizzoli, diretto generale dell'Asst della Montagna che ha, tuttavia, salutato con favore questo approfondimento teso ad un lavoro comune delle diverse realtà della montagna. L'obiettivo dell'incontro è stato, in prima analisi, quello di verificare quali sono e come si attivano i diversi protocolli nei Presidi di montagna che non raggiungono i 500 parti l'anno.

Tutti i delegati hanno apprezzato molto la qualità e il livello di sicurezza raggiunti presso il punto nascia dell'ospedale Morelli di Sondalo che, grazie al lavoro dei medici, del personale paramedico e al, già consolidato, protocollo perfezionato dall'Azienda sanitaria (ex) Valtellina e Valchiavenna, sotto la direzione della dott.ssa Stasi, si attesta come modello di riferimento, seppur con la necessità di rinforzi di personale, fra i piccoli punti nascita della montagna.

Si è convenuto di partire da questo primo, importante e approfondito, confronto per stimolare la messa in rete di tutti i punti nascita periferici, collocati nelle aree disagiate dell'intero arco alpino, al fine di trovare soluzioni condivise e condivisibili per la tutela della salute delle donne gravide e dei bambini che nasceranno fra le montagne.

L'onorevole Albrect Plangger si è impegnato con il sostegno anche dell'onorevole Enrico Borghi, presidente dell'intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna, a definire durante il Terzo Forum Internazionale dell'Infanzia che si terrà a Stresa, nel mese di ottobre, alcune linee guida che verranno sottoposte al Ministero della Sanità.

Per quanto riguarda la Lombardia abbiamo già ottenuto il pieno sostegno, attraverso anche il reperimento delle necessarie risorse, peraltro espresso pubblicamente proprio a Sondalo, del presidente Maroni e riteniamo che lo stesso Presidente potrà farsi portavoce presso i Governatori dei territori interessati (Trentino, Alto Adige, Piemonte e Friuli Venezia Giulia) della necessità di fare altrettanto e di proseguire in questo lavoro. Confidiamo inoltre che il Ministero della Sanità si convincerà della necessità di concedere, sulla base di quanto avrà definito la parte scientifica, le necessarie deroghe per garantire, anche in montagna, qualità e sicurezza delle prestazioni.

Con oggi si aggiunge un nuovo tassello nella costruzione di una piena collaborazione fra amministratori delle "terre alte" che, sui grandi temi che riguardano il vivere e il permanere in montagna, stanno cominciando a comprendere quanto sia indispensabile, per ottenere il doveroso riconoscimento della dignità dei "montanari", superare i campanili e i confini politici. La montagna non dovrà più essere concepita come un problema o una scocciatura ma dovrà essere considerata una risorsa, con potenzialità enormi, da salvaguardare con rispetto.

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