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Dubino, scoppia una rissa tra i genitori in tribuna: partita sospesa e bambini in lacrime

"Perché quello che è successo non si può cancellare, ma almeno possiamo provare a trarne un insegnamento"

Davvero un episodio da condannare. Protagonisti alcuni genitori e parenti di alcuni piccoli atleti - classe 2006, categoria Pulcini - di Xenia, formazione di Mariano Comense, e dell’Olginatese che stavano assistendo dalle tribune del campo comunale di Dubino a una partita di semifinale di un torneo.

Nervosismo alle stelle. Già nel corso della giornata il nervosismo sugli spalti era parso evidente e si è vergognosamente trasformato in una  rissa tra una decina di persone che ha costretto gli organizzatori a sospendere il torneo.

Riportiamo qui di seguito quanto l'Olginatese, una delle due società coinvolte, ha pubblicato sul proprio sito. Leggete e riflettiamo.

Ci capita troppo spesso di assistere a episodi deplorevoli proprio nei contesti dove il calcio dovrebbe esprimere meglio la sua dimensione di gioco e divertimento. Quando, cioè, in campo ci sono i bambini.

Questa volta, nostro malgrado, siamo stati chiamati in causa direttamente da quanto successo domenica a Dubino e ci sentiamo perciò in dovere di chiedere scusa e agire di conseguenza.

A parer nostro, l’episodio dimostra per l’ennesima volta come il problema più grande del calcio giovanile siano i genitori che scaricano sui propri figli attese e responsabilità che non gli competono. I bambini sono solo delle vittime, costrette loro malgrado ad assistere a comportamenti indegni da parte di chi invece dovrebbe indicargli i giusti comportamenti e i giusti valori.

Non vogliamo entrare nel merito di chi abbia iniziato prima. I nostri genitori o quelli delle squadre avversarie. Che siano stati alcuni o tutti. Sta di fatto che in tribuna sono volate parole, spintoni, schiaffi e pugni. E questo noi non lo possiamo accettare.

C’è però una cosa che ci rinfranca. Se da un lato non possiamo insegnare molto a chi sta sulle tribune, dall’altro siamo chiamati a dimostrare ai giovani e ai piccoli calciatori, che la via è un’altra. E così è stato. Siamo fieri che loro e gli allenatori di entrambe le squadre abbiano immediatamente interrotto il gioco per unirsi in un abbraccio e salutare il pubblico. Tutti insieme come semplici bambini. E così hanno detto “basta! Noi non giochiamo più”. Il torneo è finito lì, in quel momento, con tutti i vincitori in campo a congratularsi e i perdenti in tribuna.

Sono parole forti? Lo sappiamo. Ma per noi va bene così. Bravi tutti i bambini e gli allenatori che hanno saputo interpretare il giusto spirito di quello che noi intendiamo essere il bello del calcio. E’ stato un segnale forte e importante, che ben rappresenta i valori della nostra società.

Chiediamo scusa ancora una volta agli organizzatori del torneo e agli amici dello Xenia, immediatamente concordi con noi nel condannare questo brutto episodio.

E con l’intento di provare almeno a trarre una lezione da quanto successo, questa sera i nostri 2006 non hanno svolto il solito allenamento, ma scritto dei piccoli temi su ciò che non gli è piaciuto di questa brutta esperienza e su come vedono loro il gioco del calcio. Consegneremo questi scritti ai loro genitori e li inviteremo a leggerli. Perché quello che è successo non si può cancellare, ma almeno possiamo provare a trarne un insegnamento.

USD OLGINATESE

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