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foto FB/Mauro Del Barba

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Il senatore Del Barba in Ungheria per dire no al muro anti migranti

Il viaggio con un gruppo di eurodeputati e parlamentari democratici

Nei giorni scorsi il senatore morbegnese Mauro del Barba (PD), con un gruppo di eurodeputati e parlamentari democratici, si è recato in Ungheria per dire no al muro costruito lungo il confine con la Serbia dal governo del Primo ministro Orban, per fermare il flusso di migranti in arrivo al confine europeo.

L'incontro con i rappresentanti delle Ong, i sindaci del villaggio ungherese di Hegyeshalom e del paese austriaco di Nickelsdorf hanno aiutato a comprendere le difficoltà di una situazione destinata solo a peggiorare. "La politica del Governo ungherese è inaccettabile e sta aggiungendo difficoltà e sofferenze inutili in una situazione al limite che, con l'arrivo dell'inverno e l'esaurimento delle scorte delle Ong, rischia di peggiorare", si legge sulla pagina Facebook di Del Barba.

"La barriera di filo spinato sul confine tra Serbia e Ungheria ha semplicemente allungato il viaggio dei rifugiati, che devono passare attraverso i campi minati croati, e hanno reso più difficile il lavoro di assistenza delle organizzazioni umanitarie. L'affermazione del premier Viktor Orban di rispettare le normative europee non corrisponde alla realtà: i rifugiati che entrano dalla Croazia vengono semplicemente caricati sui treni e fatti scendere a Hegyeshalom, a tre chilometri dal confine austriaco di Nickelsdorf, dove le persone devono continuare a piedi", raccontano i politici.

"Con le nuove leggi volute da Orban i volontari possono soccorrere i feriti solo quando sono segnalati dalle forze dell'ordine e la Croce Rossa Ungherese lamenta che il Governo di Budapest non vuole dare le risorse per permettere di acquistare le attrezzature per l'inverno", mentre, "Le autorità austriache stanno lavorando bene per gestire i flussi, ma c'è il rischio che la chiusura del confine tra Ungheria e Croazia provochi un altro dirottamento dei rifugiati verso la Slovenia e questo, insieme all'abbassamento delle temperature, rischia di peggiorare la situazione radicalmente nelle prossime settimane. L'Unione europea deve vigilare sul rispetto dei diritti umani", conclude il gruppo.

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