Morbegno Bassa Valle

Morbegno, nonni vigili: l'Amministrazione precisa

Si cerca una valida alternativa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

In riferimento ai recenti articoli apparsi sulla stampa, l'Amministrazione comunale desidera fare chiarezza in merito al servizio di sorveglianza svolto dai cosidetti "nonni vigile" in prossimità degli attraversamenti pedonali davanti alle scuole.

L'Amministrazione è da mesi attivamente impegnata nella ricerca di una soluzione al problema della corresponsione di un rimborso alle persone che prestano questo servizio, che come è noto è stato precluso dalla Corte dei Conti, che nel proprio parere del 21 aprile scorso, ha ribadito come "nella prospettiva di favorire l'autonoma iniziativa dei cittadini sulla base del principio di sussidiarietà orizzontale, la legge n. 266/91 ha introdotto nell'ordinamento la figura soggettiva delle organizzazioni di volontariato, che persegue finalità di carattere sociale, civile e culturale per il tramite degli aderenti. Costoro devono prestare la propria opera in modo personale, spontaneo e gratuito, senza scopo di lucro neppure indiretto, esclusivamente per fini di solidarietà".

In virtù di tale parere, l'Amministrazione ha espresso la volontà politica di riscoprire il vero valore del volontariato quale espressione di individui che, in modo spontaneo e disinteressato, si rendono disponibili ad effettuare a titolo gratuito servizi a favore della collettività, dedicando allo scopo tempo e passione. Tali principi dovrebbero essere alla base del servizio garantito dalla figura del nonno vigile, che come già evidenziato riveste anche un importante ruolo di valorizzazione della terza età, offrendo a persone con elevato spirito civico la possibilità di mettersi al servizio della sicurezza dei bambini.

Con queste premesse l'Amministrazione all'inizio del mese di settembre ha incontrato le persone che avevano già svolto il servizio durante l'anno scolastico precedente, le quali tuttavia - anche per motivi diversi dalla mera possibilità di rimborso - si sono dichiarate indisponibili a prestare la propria opera anche per l'anno a venire.

Preso atto di tale situazione, l'Amministrazione ha vagliato altre soluzioni, tra le quali il coinvolgimento dei soccorritori di prossimità, o di risorse nell'ambito del personale dipendente. Entrambe le vie sono risultate non percorribili.

Sulla scorta delle suddette valutazioni, l'Amministrazione ha convocato in due distinti incontri i genitori degli alunni delle scuole primaerie e delle classi prime delle scuole secondarie, quali diretti interessati alla sicurezza dei bambini. Tali riunioni hanno riscontrato una partecipazione molto esigua da parte dei genitori, circostanza che a parere dell'Amministrazione manifesta l'indifferenza delle famiglie in ordine alla cessazione del servizio, che verosimilmente non è da queste percepito come un'esigenza primaria, ma soprattutto l'evidente assenza di qualsivoglia polemica da parte dei genitori, che in tali sedi avrebbero avuto l'occasione di manifestare il proprio dissenso.

Come già dichiarato dagli amministratori, nonostante tali premesse si continuano a vagliare altre soluzioni, tra cui il coinvolgimento diretto dei genitori interessati attraverso una comunicazione ad hoc avenete ad oggetto una specifica richiesta di disponibilità a prestare il servizio. L'Amministrazione si riserva anche la facoltà di presentare una propria richiesta di chiarimento alla Corte dei Conti in merito alla questione.

Alla luce di quanto evidenziato, stupisce apprendere dai mezzi di comunicazione le strumentali accuse mosse dal Capogruppo della minoranza Morbegno è Ora - il quale, invece di partecipare in veste di genitore ai menzionati incontri, contribuendo alla risoluzione del problema - ha dato preferenza al consueto uso politico della stampa per alimentare l'ennesima, sterile polemica mediatica.

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