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Alpinista morto in Norvegia, si allungano i tempi per il rimpatrio della salma

Il Consolato italiano a Oslo ha dato disposizioni per effettuare prima l'autopsia

Ci vorrà ancora tempo prima che la salma di Pietro Biasini, deceduto in Norvegia la mattina di domenica 22 febbraio, possa tornare a Ardenno, paese in cui viveva il 33enne.

La cancelleria del Consolato italiano a Oslo, infatti, ha dato disposizioni per svolgere l'autopsia della guida alpina in Norvegia, e solo una volta visti i risultati dell'esame sarà possibile rimpatriare il corpo del giovane.

Biasini, esperta guida alpina conosciuta in Valtellina e nel Lecchese, domenica si trovava in Norvegia con un amico, con cui era partito per una spedizione di ice climbing sulle cascate di ghiaccio di Rjukan, circa 180 chilometri a ovesti di Oslo. Stava affrontando "Lipton", una delle più belle e più difficili da risalire, quando la stalattite di ghiaccio su cui si trovava ha ceduto, facendolo precipitare a terra in un volo che gli è stato fatale.

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