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Quinto anno di cassa integrazione alla Cranchi di Piantedo

A rischio più di 100 posti di lavoro

La crisi della Cranchi, azienda di Piantedo, continua a preoccupare ed è stata al centro di numerosi incontri sindacali. La crisi degli ultimi annia ha causato un crollo nelle vendite anche a livello internazionale e si è dovuto ricorrere agli ammortizzatori sociali (cassa integrazione ordinaria, in deroga e straordinaria).

In questi giorni è arrivato da Roma l'ok per il quinto anno di cassa, ma da luglio non ci saranno più certezze. Dal 2009 ad oggi il personale è dimunuito di più di cento unità; la società ha precisato che gli ex dipendenti sono tutti ricollocati ma, nonostante la serietà e la buona volontà della dirigenza, non c'è sicurezza per il futuro e da luglio, a meno di una ripresa nel settore, resterà solo la mobilità.

"Il Ministero autorizza la cigs fino al 18 luglio - spiega Valter Rossi dalla Filctem-Cgil - a breve dovremo fare il punto della situazione con la dirigenza per capire quale sarà la condizione al termine di questo quinto anno di cassa integrazione".

La situazione è preoccupante perché la cessazione parziale dell'attività metterebbe a rischio circa 138 posti di lavoro fra Valtellina e Friuli Venezia Giulia "Confidiamo in un miglioramento della situazione, in modo da salvare i posti di lavoro - aggiunge Rossano Ricchini dalla Femca-Cisl - altrimenti le conseguenze per l'occupazione in Valtellina potrebbero essere rilevanti.".

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