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Raffaele Cornaggia e Scraps Wolf (foto di M. Gusmeroli)

Raffaele Cornaggia e Scraps Wolf (foto di M. Gusmeroli)

Raffaele Cornaggia, dagli scarti nasce l'arte

La vita, le opere, la filosofia di un artista che, assicura, "ho trovato la mia natura"

"Ho trovato la mia natura", dice Raffaele, immerso tra viti, bulloni, ferraglia e opere d'arte; tra le mura di un laboratorio troppo piccolo per contenere il genio e la follia di un creativo, straripante.

Raffale Cornaggia è un artista e le sue opere raccontano di un mondo futuribile, Scraps World, nato dagli scarti della civiltà umana; è un creativo che, di giorni catartici e duri, ha fatto 'cose' meravigliose, che incuriosiscono, spesso provocano, divertono, invitano alla riflessione; opere che scarti non potranno mai essere.

"Ho trovato la mia natura", assicura; ogni opera ne è la conferma.

Infanzia e giovinezza di un (futuro) artista.

Ho sempre avuto velleità artistiche, innate. Mi sono accorto, sin da piccolo, di saper costruire dal niente, con molliche di pane. Ho preso in mano la matita ed ho ottenuto ottimi risultati, così con i pennelli.
La mera e semplicistica rappresentazione della realtà, però, non mi entusiasmava e ho trovato corrispondenza nelle folli visioni di Salvador Dalì, il mio mentore, colui che ha sferzato la mia fantasia; ha fatto nascere in me la passione per la forma e per la composizione.
Dai 18 ai 30 anni ho vissuto lunghi periodi all'estero, a contatto con un mondo artistico abbastanza alternativo; erano anni particolarmente caldi. Londra, Amsterdam, San Francisco nel 1985, Berlino nel 1987. Ho visto nascere, ho vissuto e sono stato protagonista di fenomeni artistici di grande rilievo e tutto questo mi ha influenzato.
Ho sempre pensato di voler realizzare la mia arte, ma negli ultimi 20 anni ho fatto altro.

E arte fu.

Ho attraversato, circa 4 anni fa, un periodo abbastanza catartico, duro, e ho sentito la necessità di dover impegnare la mia mente, di reagire. Così, sono andato in cantina, ho preso alcuni computer, li ho smontati ed è stata la mia salvezza, mi sono ritrovato ad ammirare uno spettacolo. Ho creato un pesce, Cyberfish, la mia opera prima.
Da un periodo di forte travaglio è nata questa cosa meravigliosa e, ora, mi rendo conto che è, per me, indispensabile; è una cosa fisiologica, che mi fa stare bene... anzi di più, la mia natura, appunto.

L'idea.

Mi chiedono sempre: "Come fai?" e non so dare risposta, non so descriverlo e, forse, non mi interessa neppure.
Non disegno nulla, è tutto nella mia mente; creo le opere e non mi rendo neanche conto di come faccio a farle, è una cosa talmente naturale, spontanea, non devo fare altro che lasciarmi guidare... E, alla fine, devo restare meravigliato: solo così l'opera è promossa.

L'opera.

Inizio con l'idea di fare un particolare soggetto; poi c'è un grande studio in rete; e mentre creo decido i dettagli, tra cui, ad esempio, la posa, e l'opera prende forma.
Non ho a disposizione risorse illimitate, quindi il risultato dipende anche dai pezzi che trovo, che poi coloro con tinte discrete ma allegre, attento e fedele alle proporzioni e all'anatomia, cerco un perfetto equilibro tra forma, colori ed eleganza.

La tecnica e i materiali.

Le opere sono uniche, assemblate solamente con viti e bulloni, senza l'uso della saldatrice. In questo genere sono l'unico al mondo.
La recyclart, l'arte del riciclo, fatta con la saldatrice ha, infatti, un'enorme discriminazione di base, perché utilizza solo materiale ferroso; non la plastica, non la gomma, nè altre decine di materiali, che più sono umili e disprezzati più mi appassionano.
E, poi, gli oggetti mi affascinano; ci parlo, mi soffermo a pensare a chi li ha usati, toccati, alla loro storia.

Scraps World, mondo di scarti.

Il problema ecologico delle risorse del pianeta è diventato lampante, ormai è impossibile da tacere, così ho immaginato una futura civiltà meccanica post-umana, che sorge da sé, si auto-assembla.
La civiltà umana è condannata a sparire, ma la natura non si ferma, non è l'uomo, quindi il mondo, non più in grado di accogliere la vita umana, si ritrova ricoperto di scarti e qui nasce l'alchimia, la magia, la mia follia: una civiltà meccanica, che prende vita da sé e vive, finalmente, in armonia e in simbiosi con la natura.
Ogni essere di Scraps World è l'evoluzione di quelli terrestri.
Ad esempio, "Cyber Mother Fish", esemplare di "Cyberfish", è un pesce femmina dai colori vispi, sgargianti, collegata al proprio piccolo con un cavo ombelicale usb. L'essere umano impiega 9 mesi di gestazione per trasmettere, tramite il cordone ombelicale, il patrimonio genetico alla prole; i Cyberfish, che sono evoluti, downloadano (scaricano, ndr) in pochi minuti, tramite cavo usb, tutto il sapere dell'umanità, perché in rete, su internet, c'è tutto il sapere del mondo.

cyber mother fish-2

La prossima opera?

Non lo so, ci penserò, i primi tempi pensavo: "Adesso cosa faccio? Dopo l'ultima non posso fare niente di più bello" e ogni volta mi stupisco. Continuerò a divertirmi con gli scarti, a creare, a sperimentare, ad esplorare i miei limiti.

I contatti:
- sito internet: www.raffaelecornaggia.altervista.org
- pagina Facebook: Scraps World

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