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Valgerola in festa, il nuovo parroco è don Siro

"Il vescovo mi ha proposto di tornare dove sono nato e non mi sono tirato indietro"

Il nuovo parroco della Valgerola è don Siro Acquistapace. Ad accoglierlo, domenica 7 febbraio, la comunità "orfana" di don Romano Trabucchi, da ottobre a Dongo.

«Ci rendiamo conto che non si può più avere un parroco per ogni 'campanile' - hanno detto di concerto i sindaci di Cosio, Gerola e Pedesina - la popolazione dei piccoli comuni alpini diminuisce e le comunità devono raccogliersi, collaborare, le parrocchie agire spesso sotto una sola guida. In questo senso, il ritorno di don Siro, religioso nato a Gerola, costituisce un'importante occasione per mantenere saldo il tessuro della comunità dei fedeli».

Alla prima celebrazione eucaristica di don Siro anche l'arciprete di Morbegno e il vicario episcopale per la Valtellina e Valchiavenna don Corrado Necchi, che ha esortato i fedeli alla preziosa collaborazione interparrocchiale.

L'ultimo a prendere parola, nella chiesa barocca di Sacco, don Siro. Nato a Gerola 71 anni fa, prima monaco cistercense, poi missionario in Brasile e infine parroco di Tresenda; ora tornato tra le sue montagne.

«Troppi onori per un vecchio curato - ha ammonito - lusinghe che mi confondono e che - ha aggiunto schernendosi - sono destinato a deludere. Non sono un eroe, nè uno di quei preti con la "vocazione dei primi", ma il vescovo di Como mi ha chiamato, mi ha proposto di ritornare qui dove sono nato e non mi sono tirato indietro».

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