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Mezzo milione di euro dalla Comunità montana per la videosorveglianza contro i furti

Allo studio un progetto per l'installazione di videocamere sulle strade principali. Borromini: «La sicurezza è la prima preoccupazione dei cittadini»

Furti nelle case, ma anche nelle aziende, e rapine per le strade. Un reato che preoccupa sempre di più i residenti della Valtellina. Ed è stata proprio la volontà di garantire maggior sicurezza ai cittadini della valle ad indurre il direttivo della Comunità montana, guidato da Christian Borromini, a investire risorse sulla videosorveglianza del territorio.

«Un impegno preciso che abbiamo preso con i valtellinesi - commenta Borromini - perchè la sicurezza è in cima ai loro pensieri». Non è accettabile infatti, prosegue Borromini, che a causa dell'escalation di furti, la gente non si senta più a sicuro a casa propria. Il numero uno della Comunità montana ha pertanto predisposto una delega speciale alla videosorveglianza, affidata al consigliere Domenico Quaini, che in questi mesi sta valutando ipotesi su un progetto di videocontrollo del territorio.

Il sistema, del costo di mezzo milione di euro, prevede l'installazione di telecamere in corrispondenza delle strade principali e degli accessi ai Comuni, coordinate da una centrale di controllo in grado di elaborare dati e statistiche. Nelle prossime settimane il progetto verrà sottoposto alla valutazione delle forze dell'ordine e dei sindaci della Bassa Valtllina, con l'intento, anticipa Borromini, di estenderlo a tutta la provincia di Sondrio.

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