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Muore Oliviero Bellinzani, l'incredibile uomo con le ali

Tra le numerose sfide vinte, nonostante la gamba sola, quella del Vertical Tube valtellinese

È morto venerdì 21 agosto, per una brutta caduta sul versante ticinese del Grauhorn, Oliviero Bellinzani.

Incredibili i risultati raggiunti dal 59 enne, che nel 1977 aveva perso una gamba in un incidente. Instancabile, ha da allora continuato a proporsi sfide alpinistiche ambiziose, tutte coronate da successo. L'ultima purtroppo gli è stata fatale.

In Valtellina ci si ricorda di lui quando si è lanciato, forte pur con la sua menomazione, nell'attacco dei 700 gradini per 500 metri di dislivello sul Vertical Tube. Giusto lo scorso 18 aprile l'uomo ha fatto da apripista per tutti gli altri atleti, e con la grinta che l'ha sempre contraddistinto ha proclamato: «Voglio che la gente sappia che per fare certe cose non è necessario essere integri».

L'uomo con le ali, come amava definirsi, ha raggiunto risultati difficili da realizzare anche per atleti dotati di entrambe le gambe: il Dente del Gigante, il Cervino (da entrambe le creste del Leone e Hornli), il Monte Bianco (in solitaria!), il Pizzo Badile, le Tre Cime di Lavaredo e molte altre non sono sfuggite all'agile falcata singola dell'eccezionale alpinista.

Lo salutano in tantissimi sulla pagina Facebook, mentre le parole della figlia lo ricordano con tutto l'affetto possibile: «Oliviero, mio padre, ieri ci ha lasciati. Il vento lo ha preso con sé. Il dolore è immenso come il vuoto che lascia alla sua famiglia e a tutta la comunità montanara. Ci rimangono i suoi sogni e tutta la forza di volontà che solo lui sapeva trasmettere a tutti noi».

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