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Provincia autonoma, necessario aprire un tavolo istituzionale

Di seguito il comunicato dell'associazione Autonomia di Valtellina e Valchiavenna in merito ai nuovi sviluppi sul tema dell'autonomia della provincia di Sondrio.

"La Giunta della Regione Lombardia ha approvato il 30 dicembre 2014 un progetto di legge che dovrebbe restituire alcune competenze alla provincia di Sondrio, affidandone alla stessa, pare, anche altre di nuove, tra cui, sperabilmente, il demanio idrico e le grandi derivazioni idroelettriche. Il progetto di legge dovrà passere poi al consiglio regionale per la sua trasformazione in legge. Ci auguriamo che, nel contempo, venga anche attuata una revisione dello statuto regionale, che da mesi auspichiamo, per dare una consistenza un po’ meno effimera alle eventuali decisioni prese. 

Chiariamo subito che, per noi di Autonomia di Valtellina e Valchiavenna si tratta non solo di una buona notizia ma anche di un successo. Il PD sosterrà che tutto ciò è stato reso possibile dalla riforma Delrio, la Lega sosterrà che tutto ciò è stato reso possibile dal fatto che governa congiuntamente in Provincia e Regione. Si tratta di affermazioni tecnicamente corrette, che eludono però alcune premesse fondamentali. Quanto accaduto dipende anche da chi, come la nostra associazione, ha tenuto sempre costante l’attenzione sul tema dell’autonomia e dell’autogoverno, senza uscite estemporanee come l’unificazione ai Grigioni e con un’azione costante e continua di pungolo tanto ai politici nazionali quanto agli amministratori locali. 

Ciò detto, si tratta essenzialmente di un passaggio e non abbiamo alcuna attenzione di abbassare la guardia. Quello che porteremo a casa non ha nulla a che vedere, naturalmente, con l’Autonomia di Trento e Bolzano, che sono garantite dalla Costituzione e persino da un trattato internazionale, che possiedono enti propri ed elettivi e una certa potestà legislativa e non solo regolamentare. Meno ancora è paragonabile all’autonomia grigionese (come fatto erroneamente dal Governatore Maroni in questi giorni) perché la Svizzera è una confederazione nella quale i Cantoni hanno un proprio governo, parlamento, potestà legislativa, amministrazione della giustizia, potestà tributaria e moltissime altre caratteristiche che nulla hanno a che fare con la concessione di alcune deleghe, che pure rappresenta un significativo passo avanti. Anche da punti di vista inaspettati: gestire nuove competenze e fondi significherà anche avere esigenze di personale amministrativo che potrebbero annullare o quasi l’effetto dei tagli dello stato centrale

Che cosa ci riserva l'anno nuovo? Per prima cosa dobbiamo capire molto bene che cosa conterrà nel concreto la legge regionale, sia nelle deleghe concrete che nel concetto di compartecipazione alle risorse. Inoltre andrà attentamente vigilata la variabile ‘tempi’: se il progetto dovesse iniziare alle calende greche, o anche solo successivamente al referendum per lo statuto speciale che Regione Lombardia intende indire, ci sarebbe più di un dubbio che possa trattarsi di una mossa propagandistica. Altrettanto fondamentale sarà l’azione della Provincia: riusciranno il Presidente e il Consiglio a svolgere una funzione di controllo e a gestire in maniera efficiente tutte le competenze che via via ci saranno assegnate? Saremo credibili solo se, nelle stesse materie, riusciremo a fare di più di quanto facesse la regione e con le stesse risorse, altrimenti le nostre richieste di autonomia e autogoverno risulteranno paradossali e poco circostanziate. 

Autonomia di Valtellina e Valchiavenna crede che sia giunto il momento di aprire un tavolo istituzionale, aperto a tutti i comuni, alle associazioni di categoria, alla società civile e in qualche maniera anche alla cittadinanza, per mettere sul tavolo cosa ci serve, cosa dobbiamo fare, che intendiamo chiedere nell’immediato futuro e dove vogliamo arrivare in prospettiva. Tutti sbandierano da tempo la necessità di parlare con una sola voce, ma se invece si continuerà a pensare che dobbiamo aspettarci le risposte “da Maroni” o addirittura “da Renzi” e “dall’Europa” senza rimboccarci le maniche e costruire al di là degli steccati ideologici un presente e un futuro di autonomia, è bene ricordarlo, non arriveremo da nessuna parte. 

Autonomia di Valtellina e Valchiavenna, un’associazione che non è di un partito e che questo tema lo ha in agenda da quando gli stessi che oggi ne hanno fatto una priorità dicevano che l’Autonomia è “una follia irrealizzabile” è pronta a fare la propria parte apportando idee, contenuti, progetti.  Vi invitiamo a iscrivervi alla nostra associazione per continuare con noi questa battaglia, perché, non avendo interessi altri da difendere, possiamo contare anche sul vostro contributo per portare avanti una proposta seria di autogoverno responsabile delle nostre valli, che sappia liberare le energie del territorio e valorizzarne al massimo le potenzialità."

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