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L'associazione Autonomia di Valtellina e Valchiavenna risponde a Della Bitta

Il sodalizio presenta le sue proposte per uno statuto che tuteli e definisca la specificità montana della provincia di Sondrio

Esattamente un mese fa il presidente della Provincia Luca Della Bitta dava inizio alla consultazione dei Comuni e delle associazioni in merito al progetto di legge di Regione Lombardia sul conferimento di maggiore autonomia alla provincia di Sondrio, con l'obiettivo, fra gli altri, di arrivare a redarre uno statuto che tuteli la specificità montana del territorio sondriese.

Oggi, 20 febbraio, l'associazione Autonomia di Valtellina e Valchiavenna, risponde all'appello di Della Bitta presentando le proprie proposte, che insieme a quelle avanzate dalle altre amministrazioni e realtà associative chiamate in causa, verranno raccolte e consegnate in Regione.

Così l'associazione riassume le sue richieste:«Un punto centrale è naturalmente quello del comparto idrico ed idroelettrico, dove abbiamo chiesto il conferimento delle competenze sulle grandi derivazioni e sulla determinazione e riscossione dei canoni. Non è stata naturalmente dimenticata la pianificazione territoriale, che deve essere in capo alla Provincia e senza pianificazioni speciali superiori, così come una maggiore autonomia anche nella pianificazione, gestione e regolamentazione delle aree sciistiche».

Altri punti su cui il sodalizio ha voluto portare all'attenzione sono stati poi la questione delle relazioni e degli accordi internazionali, l’attivazione di uno sportello informativo sui bandi e i progetti europei per i cittadini e le imprese, interventi sui beni forestali, la valorizzazione dei beni culturali, l’istruzione e la formazione e il turismo, nonché la realizzazione di uno sportello unico comunale delle attività produttive. Infine, la parametrazione di costi e fabbisogni standard, in quanto l'erogazione di certi servizi in territorio montano comporti costi e gestioni differenti rispetto che in territorio pianeggiante. 

«Riteniamo che tutte queste proposte possano contribuire a migliorare sensibilmente il progetto di legge - concludono dall'associazione- facendo gli interessi dei valtellinesi e valchiavennaschi. Questa, è bene chiarirlo, non è l’autonomia che auspichiamo, quella con enti elettivi che decidano del proprio futuro e delle proprie risorse (come accade nel Trentino e nell’Alto Adige-Südtirol) ma è un passo avanti nella direzione giusta».

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