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Caro Borromini, un invito a tutti: "Lavoriamo per i territori e non per le poltrone"

Giovanni Curti, segretario provinciale del Partito Democratico risponde alle accuse di Borromini

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Risulta difficile affrontare giornalmente il dibattito duro su chi non ha fatto cosa della politica locale.Purtroppo il comunicato del segretario della Lega locale Borromini accusa, punta il dito verso l’avversario politico senza attivarsi per veder riconosciute le competenze della provincia in regione Lombardia. Con la riforma del Rio si è dato avvio alla trasformazione delle province in aree vaste. Un progetto che tutti i partiti hanno promozionato, in momenti diversi, sulla spinta della riduzione della burocrazia e degli enti intermedi. Scelta a mio avviso discutibile, ma che è stata fatta e stà producendo i suoi effetti. Non si tornerà indietro e rimane tale con e senza il voto positivo alla riforma costituzionale.

Per Sondrio poi ci sono opportunità in piu’, la DelRio contiene la specificità montana e di confine. Si può costituire l’AREA vasta montana della provincia di Sondrio, con l’attribuzione di tutti i canoni regionali del demanio idrico, del 100% del bollo auto e, perché no, di un pezzo dell’irpef regionale, dipende dalla regione. Se Maroni avesse voluto la cosa si poteva fare sin da subito. La verità è che non c’è la volontà politica, probabilmente Maroni deve usare il bilancino con gli altri territori.

L’approvazione della riforma costituzionale rafforza la DelRio e la costituzione dell’area vasta montana. Il tema è avere autonomia gestionale e mantenere le risorse. Il senatore Del Barba ha già detto chiaramente che nulla cambierà sulle risorse del demanio idrico, è un impegno che dovrà seguire con i fatti. Sulla tutela delle risorse del territorio il PD vigila e tutela i territori, basta ricordare l’impegno sui sovraccanoni BIM (sovraccanoni BIM e Rivieraschi circa 28 milioni anno ). In termini di risorse poi, oltre agli i 40 milioni derivanti dalle acque, bisogna aggiungere i fondi per i comuni confinanti e delle aree interne. Decine di milioni di euro, arrivati con il governo di centro sinistra da usare nel modo giusto. Risorse che la riforma costituzionale non cancella affatto.

Infine, con la riforma costituzionale si è cercato di eliminare dei livelli intermedi, di semplificare la macchina burocratica e di ridurre i costi e le poltrone. Tagliare di fatto 300 senatori non è stato facile.Nelle posizioni di tanti politici, che conoscono i limiti del sistema attuale ma che difendono lo status quo e lavorano per il NO al referendum, leggo la necessità di difendere delle rendite di posizione e la paura di perdere il posto in parlamento. Vale anche per i senatori e deputati della Lega.

Seg. Provinciale PD
Giovanni Curti

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