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"Castelli di carta": evasione fiscale di oltre 30 milioni di euro

Nell'operazione, guidata dalla Guardia di Finanza di Chiavenna, coinvolte 14 aziende e 26 persone

Cifre da capogiro quelle che hanno interessato l'operazione "Castelli di carta", operazione portata a termine dalla Guardia di Finanza di Chiavenna. Dal 2011 ad oggi - infatti - gli evasori erano riusciti ad evadere per oltre 30 milioni di euro e ad accumulare un danno erariale di 11,5 milioni di euro, nella compravendita illecita di automobili.

L’indagine ha smascherato un’associazione per delinquere dedita alla realizzazione di “frodi carosello” nel commercio delle autovetture su tutto il territorio nazionale, accertando il coinvolgimento di 26 persone e 14 ditte, con sedi nelle provincie di Sondrio, Brescia, Bergamo, Perugia, Latina e Roma.

In particolare, l'associazione per delinquere era strutturata su 3 livelli:
- 3 società “fantasma” della provincia di Brescia e Sondrio che acquistavano ed immatricolavano illecitamente autoveicoli provenienti da altri Paesi dell'Unione Europea  e prevalentemente dalla Germania;
- 9 concessionarie automobilistiche reali, attive su tutto il territorio nazionale e con sedi in provincia di Roma, Perugia, Latina e Bergamo, le quali, grazie al meccanismo fraudolento, acquistavano e rivendevano i veicoli a prezzi altamente concorrenziali;
- 2 agenzie di pratiche auto della provincia di Bergamo e Latina, che concorrevano nel disegno criminoso falsificando la documentazione per importare le automobili in evasione d’imposta.

Nel corso delle indagini, svolte sotto la direzione delle Procure della Repubblica di Sondrio e Brescia, le Fiamme Gialle hanno rilevato un articolato meccanismo di frode all’IVA che ha generato un giro di fatture per operazioni inesistenti per circa 11 milioni di euro.

I 26 membri dell’associazione per delinquere sono stati denunciati per aver evaso oltre 17 milioni di euro e per aver occultato parte della documentazione contabile obbligatoria per ostacolare la ricostruzione del reale volume d’affari delle società coinvolte. I restanti importi evasi, già cristallizzati sotto l’aspetto penale, sono oggetto di attività amministrativa tuttora in corso.

I finanzieri hanno rilevato anche una truffa aggravata ai danni dello Stato, realizzata importando e immatricolando illegalmente gli autoveicoli, inducendo in errore i pubblici funzionari attraverso la presentazione di documentazione falsificata, da cui è derivato un illecito risparmio d’imposta per circa 3 milioni di euro.

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