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(foto di repertorio)

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Allarme Coldiretti: scippo da tre miliardi di euro al "vigneto Italia"

L'Ue potrebbe consentire anche ai vini stranieri di riportare sull'etichetta nomi come Barbera

Valgono almeno 3 miliardi i vini Made in Italy identificati da denominazioni che rischiano ora di essere "scippate" all'Italia se la Commissione Europea consentirà anche ai vini stranieri di riportare sull'etichetta nomi quali, ad esempio, Barbera, Lambrusco e Nebbiolo.

L'allarme è lanciato dalla Coldiretti in riferimento all'avvio del processo di revisione delle norme che disciplinano l'etichettatura dei vini, da parte delle competenti Istituzioni dell'Ue.

Nella fase di preparazione della proposta di modifica del regolamento la direzione generale Agricoltura della Commissione ha ipotizzato, infatti, di liberalizzare l'uso nell'etichettatura di tutti i vini, compresi quelli senza indicazione geografica, di quei nomi di varietà che oggi sono riservati in virtù delle norme comunitarie vigenti.

In pratica, si tratta di consentire l'uso di denominazioni senza un riferimento geografico, ma con solo il nome del vitigno, senza curarsi del fatto che la storia e la tradizione le abbiano legate ad un determinato territorio.

Il risultato - denuncia la Coldiretti - sarebbe una pericolosa banalizzazione di alcune tra le più note denominazioni nazionali che si sono affermate sui mercati nazionale ed estero grazie al lavoro dei viticoltori italiani.

Una concorrenza sleale che interessa concorrenti tradizionali, come la Spagna, che vorrebbero equiparare l'uso di vitigni internazionali, quali Merlot, con gli autoctoni che caratterizzano il Vigneto Italia che può contare su ben 500 varietà di uve da vino.

"Il futuro dell'agricoltura italiana ed europea dipende dalla capacità di promuovere e tutelare le distintività territoriali che sono state la chiave del successo nel settore del vino dove hanno trovato la massima esaltazione - ha affermato Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti - difendere la normativa comunitaria è la premessa per essere più forti nei difficili negoziati internazionali che ci attendono".

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