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Foto coldiretti.it

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Coldiretti scende in piazza, anche da Sondrio allevatori in difesa del latte

Oggi la maxi mungitura di protesta a Milano contro la riduzione dei prezzi pagati al produttore

Tutti a Milano, oggi venerdì 6 febbraio, tra produttori e consumatori, per difendere il settore primario, ma soprattutto per protestare contro la riduzione del 20% del prezzo del latte pagato ai produttori, con i costi di produzione in aumento. E ci saranno anche tanti produttori della provincia di Sondrio tra quelli che si troveranno oggi in piazza Affari nel capoluogo meneghino, con il supporto di Coldiretti Sondrio, per la più grande operazione di mungitura pubblica mai realizzata in Italia e nel mondo con ministri del Governo, governatori delle regioni, sindaci, politici, esponenti della cultura, dello spettacolo e del mondo economico e sociale.

Un segno concreto di solidarietà alla fatica e lavoro svolto quotidianamente dagli allevatori italiani, per garantire latte e formaggi di garanzia made in Italy. Da Roma a Milano, da Torino a Udine, in tutte le principale piazze italiane da questa mattina saranno allestite stalle con animali per la manifestazione a cui è stato dato titolo “Un giorno da allevatore”. Hanno assicurato la partecipazione al presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, della Giustizia Andrea Orlando, dell’Ambiente Gianluca Galletti ma anche gli ex ministri del settore primario Alfonso Pecoraro Scanio, Nunzia De Girolamo, ora capogruppo Ncd alla Camera, e Luca Zaia, ora governatore del Veneto, insieme ai suoi colleghi della Lombardia Roberto Maroni, del Piemonte Sergio Chiamparino, del Lazio Nicola Zingaretti, della Toscana Enrico Rossi, dell’Emilia Stefano Bonaccini, della Campania Stefano Caldoro, della Calabria Mario Oliverio e della Sicilia Rosario Crocetta.

“In questi ultimi anni di grande crisi economica, di continue perdite di posti di lavoro per chiusure di aziende ormai fuori dal mercato per svariati motivi, uno degli unici settori ad attrarre investimenti, facendo nascere nuove aziende in gran parte costituite da giovani imprenditori, con nuove tecnologie produttive e con l’intento di continuare e migliorare nella produzione di alimenti di alta qualità, riconosciuta ed apprezzata in Italia e nel mondo intero, è stata l’agricoltura – informano da Coldiretti – Dopo alcuni anni con un trend discretamente positivo, in queste ultime settimane è arrivata la mazzata da parte delle industrie lattiero-casearie, che hanno ridotto di oltre 10 centesimi al litro il pagamento del latte alla stalla, passato da 0,44/045 euro a 0,34/0,35 euro,importo ampiamente sotto il costo di produzione del latte stesso; l’effetto di tale incredibile ed inspiegabile ribasso della remunerazione del latte, se non corretto rapidamente, provocherà effetti devastanti nel settore zootecnico e nell’indotto ad esso collegato, costringendo migliaia di aziende a chiudere i battenti, creando decine di migliaia di disoccupati ed impedendo di continuare a produrre le grandi specialità alimentari apprezzate in Italia e nel resto del mondo".

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