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Industria in ripresa, nel primo semestre 2015 salgono domanda, export e occupazione

I dati dell'Osservatorio congiunturale di Confindustria

È in lieve ripresa il settore industriale fra Sondrio, Lecco e Como: a dirlo sono la sezione di Confindustria delle due province e l'Unindustria comasca, che in questi giorni hanno diffuso i dati dell'osservatorio congiunturale relativi al primo semestre del 2015.

In linea generale, i dati mostrano una ripresa contenuta, ma netta, nei termini di domanda, attività produttiva e fatturato. A livello congiunturale si tratta di una crescita del 2,6% media nei tre indicatori esaminati, che diventa un 2,3% sotto l'aspetto tendenziale. La capacità produttiva impiegata mediamente si attesta al 66%, un livello ancora inferiore rispetto a quello del periodo precedente la crisi economica.

«Nel dettaglio, in alcuni casi le aziende affermano di aver lavorato a pieno regime nella prima parte dell’anno - commenta il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Giovanni Maggi. Infatti, nonostante il tasso medio si attesti ai due terzi del totale (66,5%), vi sono realtà con una percentuale di utilizzo della capacità produttiva superiore al 90%. Si tratta purtroppo più dell’eccezione che della regola poiché vi sono anche alcune realtà che hanno registrato un utilizzo degli impianti inferiore al 50% nel semestre, senza particolari fenomeni di stagionalità delle produzioni».

A migliorare, in particolare fra aprile e giugno, anche l'export:  per le aziende delle tre province il contributo delle esportazioni sul totale del fatturato si è rivelato superiore al 40%. Oltre metà dei beni esportati continua a essere destinata ai mercati dell’Europa occidentale, che rappresenta la prima area estera di riferimento per la nostra industria, con  oltre il 22% del fatturato totale.

Non ci sono particolari elementi critici nemmeno nei costi di approvvigionamento delle materie prime: in media è stato però riscontrato un lieve incremento, sia rispetto ai listini della prima metà del 2014 sia in confronto ai livelli dello scorso dicembre. In entrambi i periodi, infatti, la variazione si è attestata a circa +1,5%. 

Le differenze risultano essere più evidenti se si guarda ai diversi settori industriali: la crescita maggiore si registra fra le aziende operanti nel settore della gomma plastica, mentre le imprese metalmeccaniche hanno incontrato maggiori difficoltà, dovute alla volatilità dei prezzi delle materie prime. Negli altri settori, infine, non sono stati invece evidenziati andamenti anomali. 

Dal punto di vista dell'occupazione, nella prima metà dell’anno si registra una certa stabilità: oltre il 72% dei giudizi indica infatti un mantenimento dei livelli, confermato anche dalle indicazioni di diminuzione e di crescita della forza lavoro che assumono entità comparabili. Ciò dà un'impronta positiva alle aspettative delle aziende per la seconda metà dell’anno.

Guardando ai tre indicatori (domanda, attività produttiva e fatturato), si vede come gli ordini siano saliti del 3,2% rispetto al primi sei mesi del 2014, e del 3,3% rispetto a dicembre scorso, crescita che si replica anche sotto l'aspetto dell'attività produttiva, in salita del 2% in media.

Positivo anche l'andamento del fatturato, che cresce sia sotto l'aspetto congiunturale, sia dal punto di vista tendenziale, rispettivamente del 2,5% e dell'1,5%, con una forte propensione all'export. Anche in questo caso le previsioni sulla seconda metà dell'anno sono positive, e fanno segnare un +2,2%.

«A fianco del dato medio è opportuno considerare che vi sono aziende che realizzano sino all’80% delle proprie vendite all’estero, così come casi di aziende per le quali l’export è al momento ancora residuale, ma in grado di rappresentare una rilevante opportunità per il futuro - sottolinea Giovanni Maggi. È importante che le aziende perseverino nei loro sforzi diretti all’internazionalizzazione, anche sfruttando il supporto offerto dall’Associazione tramite i servizi e le iniziative come il Fondo per finanziare le iniziative orientate ai mercati esteri». 

Per quanto riguarda l'occupazione, infine, «I dati relativi alle aziende di Lecco e di Sondrio - sottolinea il Direttore di Confindustria Lecco e Sondrio, Giulio Sirtori - confermano il quadro esaminato congiuntamente. Il giudizio prevalente espresso dai due terzi del campione è quello di stabilità, mentre le indicazioni di diminuzione ed aumento si controbilanciano. Analizzando il ricorso agli ammortizzatori sociali nella prima parte dell’anno, e considerando il numero di occupati a zero ore, per le aziende di entrambe le province è stata registrata una marcata riduzione della cassa straordinaria, dei contratti di solidarietà e della mobilità rispetto ai livelli del primo semestre 2014. Nel caso della cassa ordinaria, invece tra gennaio e giugno si rileva un aumento del numero di ore effettivamente utilizzate. Elementi, questi, che contribuiscono a delineare uno scenario meno complesso rispetto a quello di un anno fa».

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