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Norman Gobbi, Presidente del governo ticinese (foto Twitter)

Norman Gobbi, Presidente del governo ticinese (foto Twitter)

Frontalieri, l'ambasciatore svizzero convocato alla Farnesina

Il Segretario generale agli Esteri ha convocato l'ambasciatore elvetico per fare il punto sulla questione delle nuove norme che penalizzano i frontalieri italiani nel Canton Ticino

Sembra ancora lontano l'accordo fra Italia e Svizzera sulla questione dei frontalieri italiani impiegati nel Canton Ticino: il Segretario generale del Ministero degli esteri, Michele Valensise, ha convocato ieri 28 luglio l'ambasciatore della Confederazione svizzera Giancarlo Kessler, a cui ha espresso viva preoccupazione per l'attuale situazione.

Le misure adottate dall'autorità cantonale, infatti, pretendendo l'estratto del casellario giudiziale e dei carichi penali pendenti dei frontalieri violerebbero l'accordo europeo sulla libera circolazione delle persone, e sarebbero, nelle parole di Valensise, "palesemente discriminatorie nei confronti dei cittadini italiani e in contraddizione con l'eccellente stato delle relazioni bilaterali".

Il Segretario generale della Farnesina ha quindi chiesto all'ambasciatore che da Berna arrivi l'impegno a porre fine alla situazione, "che suscita profonda insoddisfazione in Italia". Da parte sua, Kessler ha replicato che anche le autorità federali svizzere ritengono il provvedimento incompatibile con l'accordo europeo sottoscritto nel 1999, e ha assicurato che avrebbe sollecitato le autorità elvetiche sul rilievo che sta assumento la questione nel nostro Paese.

Il provvedimento, però, pare assolutamente adeguato a Norman Gobbi, presidente del Governo ticinese: al sito della Rsi, radio televisione della Svizzera italiana, ha commentato «Faccio notare semplicemente due cose. La prima: da quando è stata introdotta la richiesta del casellario nessuno ha mai interposto ricorso. La seconda: l’Italia dovrebbe comunque porsi la domanda sul perché ogni giorno, nonostante tutto, 60.000 lavoratori frontalieri vengono a lavorare in Ticino, e, annualmente, migliaia di italiani scelgono il Ticino come dimora».

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