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Il Senatore Crosio: "I confini della Provincia sono questi e non si cambiano"

"Ma è una questione che non si pone perché al referendum vincerà il NO"

«A parte il nome Cantone, affascinante, che richiama ipotesi irrealizzabili in uno Stato che non è federale, ritengo poco utile il tentativo del governatore Roberto Maroni di arginare la pessima riforma renziana: i confini della provincia di Sondrio sono questi e non si cambiano. Ma è una questione che non si pone perché al referendum vincerà il “no”, la riforma costituzionale voluta dal governo Renzi sarà azzerata e Provincia, ente e territorio, rimarrà così com’è, piccola e marginale, ma sempre interamente montana e con intatte le sue peculiarità». Ecco le parole del senatore della Lega Nord Jonny Crosio 

«Apprezzo - aggiunge -  lo sforzo del presidente Maroni, nel suo ruolo comprendo il tentativo di contrastare la deriva centralista di Renzi che intende cancellare gli enti locali. Sotto il peso della responsabilità ha lanciato una proposta che il territorio non può accogliere perché perdere la nostra identità equivarrebbe a rinunciare a ciò che di più prezioso abbiamo, dal punto di vista sociale ma anche culturale ed economico. La gente avrà l’occasione di far sentire la sua voce con il referendum».

«Sono ottimista e sono convinto che il no vincerà – continua Crosio -, che gli italiani si ribelleranno al disegno di Renzi, che bocceranno la sua riforma senza senso. In provincia di Sondrio abbiamo un motivo in più per votare no, abbiamo il dovere di farlo, perché la riforma, oltre a cancellare la nostra come le altre Province dalla Costituzione, accentrerà a Roma, nelle mani dello Stato, tutte le competenze in materia di acque e di dighe, significa che le decisioni che riguardano il nostro territorio passeranno sopra le nostre teste, non avremo più voce e non avremo più soldi. Condivido le finalità del neonato Comitato per il no del presidente Luca Della Bitta e, come senatore, darò il mio contributo per spiegare i contenuti di una riforma dalla quale noi valtellinesi abbiamo tutto da perdere e nulla da guadagnare. Come Lega Nord, in Parlamento siamo i più acerrimi nemici del duo Renzi-Boschi, per molto tempo siamo stati da soli, oggi con piacere constatiamo di non esserlo più perché in molti hanno cambiato opinione».

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