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Imu sugli impianti di risalita, Cisl: «Un rischio per il nostro turismo»

I sindacati lanciano un appello ai politici locali

Far pagare l'Imu ai gestori di impianti risalita? Una pessima idea. Dopo la dura presa di posizione dell'assessore allo Sport di Regione Lombardia Antonio Rossi, anche la Cisl di Sondrio condanna la recente sentenza della Corte di cassazione che impone l'obbligo di pagamento dell'imposta per le strutture turistiche montane.

Secondo l'organizzazione sindacale, tale obbligo costituirebbe un ulteriore aggravio alla già difficile situazione economica del comparto funiviario, con conseguenti ripercussioni disastrose su tutto il settore turistico valtellinese. «Infatti, è da considerare che una malaugurata cessazione dell’attività di trasporto funiviario metterebbe inesorabilmente in crisi tutte le altre attività ricettive della zona, quali alberghi, ristoranti e altre attività - scrivono dalla Cisl - Inoltre, la sussistenza degli impianti ha anche un’importante valenza di presidio territoriale “in quota”, evitando l’abbandono di larga parte del territorio montano».

«Per tali ragioni - si legge ancora nella nota inviata alla stampa locale - la Cisl di Sondrio ritiene necessario un impegno forte di tutti i soggetti politici, sociali ed economici del territorio, a partire dai deputati della nostra provincia, al fine di attivare un’azione incisiva rivolta al Governo e mirata ad eliminare la tassazione sugli impianti di risalita, riconducendo gli stessi nell’ambito del trasporto pubblico».

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