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Foto provincia.so.it

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Legambiente lancia l'allarme sul futuro delle guardie provinciali

Tra tagli e trasferimenti, gli ambientalisti temono che vengano meno controllo e sicurezza del territorio

Quale futuro per la polizia provinciale di Sondrio? Desta preoccupazione la riorganizzazione in corso al sistema, attraverso frazionamenti e trasferimenti di personale presso altri Comuni ed altri enti. A lanciare il grido di allarme sul destino di un organismo di vitale importanza per la comunità montana sono soprattutto gli ambientalisti, attraverso una lettera aperta indirizzata alla Provincia da Legambiente Valtellina.

La preoccupazione espressa dall’associazione è che, a seguito dei frazionamenti, si rischi un allentamento delle pratiche di controllo e prevenzione a tutela del patrimonio naturale, fiore all’occhiello del territorio valtellinese. Gli uomini della polizia provinciale, tra le tante funzioni, garantiscono infatti costante sorveglianza innanzitutto contro il bracconaggio. Inoltre, con i ridimensionamenti andrebbe anche perduto quello sconfinato patrimonio di conoscenza del territorio, prezioso anche in ambito di sicurezza, che gli ex “guardiacaccia” oggi detengono.

Oltre alle riduzioni nell’organico, con assunzioni ferme da anni, si aggiungono poi anche i tagli alle risorse e ai mezzi e le mancate retribuzioni degli straordinari. L’auspicio di Legambiente è che con il nuovo assetto della polizia provinciale si riesca a preservare, in condizioni di lavoro dignitose, il sistema di controllo e gestione valorizzando l’esperienza del personale in servizio.

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