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Provincia autonoma, Autonomia Valtellina e Valchiavenna: "Vigileremo perché la proposta del territorio non venga stravolta"

Il comitato per l'autonomia ribadisce l'impegno: "Siamo a fianco della nostra gente"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Venerdì 22 maggio la proposta del territorio inerente il progetto di legge regionale è stata consegnata nelle mani del Governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni. Proposte che, in gran parte, abbiamo contribuito a ideare, anche se la loro formalizzazione (ivi compresa qualche dicitura un po’ approssimativa) è stata curata poi dalla Provincia di Sondrio in una fase di sintesi.

Ovviamente, si può chiedere in questo frangente soltanto quello che la regione può dare: inutile chiedere elettività diretta o altri poteri la cui concessione spetta solo e soltanto allo stato centrale.

Si tratta, a nostro parere, di una serie di richieste minime, atte a creare, nei ristretti margini di manovra che la legge e le competenze regionali ci consentono, un ambiente legislativo che ponga le basi per una maggiore autonomia della Provincia di Sondrio. Sottolineiamo che non si tratta di una gentile concessione della Regione, bensì di un atto esplicitamente previsto dalla legge Delrio, che prevede la concessione di forme particolari di autonomia alle province interamente montane e confinanti con stati esteri.

La Lombardia giunge buona ultima, dopo il Veneto (addirittura mesi or sono) e il Piemonte, in cui i dossier Belluno e Verbano Cusio Ossola sono stati già da molto tempo presi in esame. Ora è la volta della Lombardia: vedremo come si comporteranno la giunta, il presidente Maroni e anche il sottosegretario Parolo. Ci aspettiamo che vengano integrate tutte le richieste del territorio nell’emendamento alla legge.

Autonomia di Valtellina e Valchiavenna, conscia di una richiesta che, come testimoniato dal documento unitario, proviene da tutte le amministrazioni,  dalla società civile  e dalle forze sociali e sindacali, vigilerà che il documento non venga stravolto. La Valtellina e la Valchiavenna non accetteranno e non permetteranno in particolare che ancora una volta non venga riconosciuto loro il diritto alla gestione delle acque, dalle piccole derivazioni, alle grandi, alla possibilità di gestire direttamente  i rinnovi delle concessioni, che è il vero momento in cui dovremo far valere la nostra voce. Non accetteranno che non vi sia una modifica dello statuto regionale che riconosca il carattere speciale della Provincia di Sondrio (come fatto da Veneto e Piemonte per Belluno e Verbano Cusio Ossola). Non accetteranno che non giungano poteri effettivi nell’ambito della gestione delle risorse agricole e forestali e della pianificazione territoriale. Non accetteranno che il turismo venga gestito da enti lontani e non a conoscenza di problemi e specificità locali.

La Regione deve sapere che il territorio è compatto, e che valtellinesi e valchiavennaschi non permetteranno che quanto annunciato in pompa magna come “Statuto speciale” e “Sondrio come Trento e Bolzano” (iperboli assolutamente irrealizzabili) finisca con il trasformarsi in concessioni simboliche su caccia pesca e raccolta di funghi.

Autonomia di Valtellina e Valchiavenna era è e sarà a fianco della nostra gente in questa battaglia. Vogliamo mettere in guardia i nostri politici, che hanno rivendicato che anche per un ‘allineamento’ provincia/regione sarebbe stato possibile portare a casa grandi risultati. Abbiamo speranza che ciò avvenga, ma se ciò non dovesse avvenire non attendetevi sconti.  Il tempo degli zuccherini è terminato ed è giunto quello della concretezza.

Autonomia di Valtellina e Valchiavenna

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