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Riforma costituzionale Renzi-Boschi: la disinformazione e le bugie del PD in Valtellina e Valchiavenna

Il comunicato stampa dell'associazione Autonomia di Valtellina e Valchiavenna

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Non c’è cosa più fastidiosa per i cittadini che essere presi in giro dalla politica. Soprattutto quando la politica e certi politicanti credono che i valtellinesi e valchiavennaschi siano ignoranti e stupidi. L’arroganza della politica arriva, quindi, a livelli insopportabili. E per la nostra associazione questo non è accettabile. Un politico può avere le sue opinioni ma quando prende in giro i cittadini e scrive falsità è giusto e doveroso replicare in modo deciso.

Secondo il comunicato stampa, uscito in questi giorni, del nuovo segretario provinciale del PD Giovanni Curti con la riforma costituzionale Boschi-Renzi-Alfano non cambierà niente per le nostre acque. E’ una bugia grande come una casa. Se dovesse passare la riforma costituzionale Boschi-Renzi la provincia di Sondrio non sarà più un ente territoriale dello Stato ma diventerà un ente territoriale locale. Questo cambio di status giuridico della Provincia (area vasta) comporterà la perdita della titolarità per la neo-Provincia di tutte le funzioni fondamentali, compresa pure quel briciolo di autonomia amministrativa, e quindi anche la possibile gestione del demanio idrico. Nella riforma la materia dell’energia tornerà ad essere competenza esclusiva dello Stato e non più concorrente con la Regione. Questo farà sì che solamente lo Stato disciplinerà il comparto idroelettrico e al massimo delegherà alla Regione le questioni gestionali del demanio idrico. La Regione, però, non potrà più delegare la gestione del demanio idrico alla nuova area vasta (ex Provincia) proprio perché l’area vasta è sprovvista di qualsiasi forma di autonomia e di titolarità di funzioni fondamentali. A Giovanni Curti, così come ai circoli del PD, il concetto di ente territoriale dello Stato, evidentemente, sfugge.

Poi scrive il neo segretario provinciale del PD Giovanni Curti che sarà salva la specificità montana. Altra menzogna colossale. La specificità montana definita dalla legge Delrio (ossia competenze aggiuntive di cui all’art. 1 comma, 86 della legge 7 aprile 2014, n. 56 per Sondrio Belluno e Verbano Cusio Ossola) salterà. Salta non perché lo scriviamo noi ma perché lo dice la legge Delrio del PD-NCD. Difatti la Legge Delrio (legge 7 aprile 2014, n. 56) all’art. 1 comma 51 stabilisce: “In attesa della riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione e delle relative norme di attuazione, le province sono disciplinate dalla presente legge”. Tradotto significa che se dovesse passare la riforma costituzionale la Legge Delrio non disciplinerà più le Province. Con la vittoria del SI al referendum la legge Delrio decadrà automaticamente.

Non contento il Curti dichiara che la specificità montana viene costituzionalizzata con la nuova riforma costituzionale. Sarà vero oppure è un’altra delle sue bugie? La nuova riforma costituzionale prevede nelle disposizioni finali: “Per gli enti di area vasta, tenuto conto anche delle aree montane, fatti salvi i profili ordinamentali generali relativi agli enti di area vasta definiti con legge dello Stato, le ulteriori disposizioni in materia sono adottate con legge regionale..”. Leggiamo bene: tenuto conto delle aree montane”. La legge Delrio parla di territori interamente montani e confinanti con stati esteri quando fa riferimento ai territori che hanno diritto alla specificità montana. Quindi se dovesse passare il SI al referendum di ottobre la legge Delrio decadrebbe automaticamente e non ci rimarrebbe che un generico “tenuto conto delle aree montane”. Ma quante sono le aree montane in Italia? Mentre quelle interamente montane e confinanti con stati esteri? Quanti enti di area vasta in Italia vanteranno lo status di area montana? Ve le ricordate anni fa le comunità montane in riva al mare? Quindi per le aree interamente montane come Sondrio, Belluno e Verbano Cusio Ossola con la nuova riforma non ci sarà alcun riconoscimento specifico. Infine il testo parla chiaro. Lo stato disciplinerà i profili ordinamentali mentre spetterà alla Regione provare a darci alcune funzioni e competenze.

Quindi se passerà la riforma costituzionale Boschi-Renzi decadrà la legge Delrio e con essa la specificità montana (e le funzioni aggiuntive riconosciute). La nuova costituzione riconosce solamente e generalmente di tenere in considerazione (come poi non è dato a sapere) le aree montane tutte a prescindere che siano interamente o parzialmente montane e solamente la Regione potrà riconoscere alcune funzioni. Ma non tutte le funzioni dato che i nuovi enti di area vasta (ex province) non saranno più enti territoriali dello stato e quindi non potranno essere più titolari di funzioni fondamentali (es. demanio idrico). Invitiamo, quindi, il neo segretario del PD a informarsi meglio e quantomeno studiare le leggi che scrive il suo partito. Lo invitiamo, inoltre, a chiedere scusa ai valtellinesi e valchiavennaschi per le fesserie che ha scritto sugli organi di stampa e a ragionare sul suo futuro politico. Di politicanti la Valtellina e Valchiavenna non ne ha bisogno.

E a ottobre al referendum sulla riforma costituzionale come associazione voteremo un NO deciso. NO a chi vuole male al presente e al futuro della Valtellina e Valchiavenna.

Associazione Autonomia di Valtellina e Valchiavenna

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