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(foto di repertorio)

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I consigli del Soccorso alpino per muoversi in sicurezza sulla neve

Indicazione n. 1: scegliere una gita adeguata alle condizioni meteo-climatiche

La neve sta imbiancando le vette di tutta Italia e su molti pendii il rischio valanghe è elevato. I tecnici del CNSAS (corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) hanno quindi redatto una sorta di vademecum per muoversi - il più possibile - in sicurezza durante le escursioni.

Cosa fare a tavolino:

  • scegliere una gita adeguata alle condizioni non solo meteo-climatiche e nivologiche, ma anche psico-fisiche e tecniche e a quelle del gruppo con il quale ci si associa
  • controllare il buon funzionamento dell'ARTVA, con particolare riguardo alla carica delle batterie
  • controllare che la sonda da autosoccorso funzioni correttamente e che la pala sia in ordine
  • studiare attentamente le indicazioni del bollettino nivo-meteorologico locale in riferimento alla località della gita

Cosa fare prima di iniziare la gita:

  • provvedere ad indossare da subito l'ARTVA acceso in trasmissione sotto la giacca o sotto altro indumento in uso; nello zaino o spento equivale a lasciarlo a casa
  • controllare che gli sci (tavola, ciaspole o altra attrezzatura) siano scollegati dagli scarponi e che i bastoncini siano impugnati fuori dai laccioli: ogni legame tra sci e scarponi va eliminato
  • controllare che tutti abbiano in dotazione pala e sonda individuale; va negata la logic di "una pala o una sonda ogni 3 è sufficiente per tutto il gruppo"
  • ricordare di indossare sempre abbigliamento pesante ed adeguato anche in presenza di temperature elevate; pensare e prevedere il peggio spesso aiuta a prevenire

Cosa fare durante la gita:

  • durante tutto il percorso - anche nelle parti che si reputano potenzialmente meno pericolose - valutare con estrema attenzione ogni singolo pendio che si attraversa
  • in caso di sospetto e dubbio effettuare un test di stabilità del manto nevoso
  • se l'esito è positivo (distacco su minima sollecitazione) sospendere la gita con onestà e senso di responsabilità per sè e gli altri componenti del gruppo (è preferibile raccontare della ritirata che non avere più la possibilità di farlo)

Cosa fare in caso di travolgimento:

  • mantenere estrema calma ed aprire immediatamente gli attacchi ed ogni altro vincolo possa concorrere a determinare un "effetto ancora" (sci, bastoncini, snowboard, racchette da neve, ecc)
  • vincolare saldamente lo zaino alla vita a protezione del dorso perchè protegge da urti e dal freddo, permette di aiutare con il proprio contenuto - in caso che la valanga non travolga completamente chi lo possiede - gli altri componenti del gruppo, se investiti (vecchie teorie che consigliavano di abbandonarlo sono del tutto superate)
  • tentare di galleggiare opponendo - per quanto possibile - resistenza attiva alla neve
  • se rimasti in superficie e se coscienti - a valanga ferma - controllare le condizioni proprie e dell'attrezzatura, insieme ad una valutazione complessiva della situazione (pericoli ancora presenti, possibili successivi distacchi, ecc); controllare lo stato del proprio gruppo e/o di altre persone presenti, se ci sono travolti e/o sepolti

Cosa fare dopo il travolgimento: 

  • verificato che non ci sono altri possibili distacchi (questa valutazione deve essere veloce quanto certa), commutare l'ARTVA dalla modalità trasmissione a quella in ricezione ed iniziare la ricerca dei soggetti eventualmente sepolti
  • allertare immediatamente il numero 118 che provvederà a pianificare ed eseguire la missione di soccorso; seguire quanto riportato in "modalità di allertamento" (questa operazione non deve durare più di 2-3 minuti)
  • effettuare la ricerca "vista-udito", verificando il campo della valanga con attenzione e registrando con cura ogni possibile anomalia
  • in caso di ritrovamento di oggetti (sci, bastoncini, vestiario, ecc), questi vanno posizionati in modo stabile e visibile nello stesso posto in cui sono stati rinvenuti NOTA: il 58% dei travolti da valanga non viene completamente sepolto!
  • la ricerca "vista-udito" è quindi fondamentale: ogni piccolo rumore va dunque vagliato attentamente

Per chi è presente ma non è coinvolto nella valanga:

  • nella fase del distacco, memorizzare il punto di travolgimento ed il punto di scomparsa, poichè tali punti in base alla direzione del flusso di valanga possono indicare le zone di ricerca primaria
  • dirigersi, una volta accertata la possibilità di intervenire in sicurezza e valutato il punto di distacco in relazione a quello di travolgimento e di scomparsa, nella zona valutata di ricerca primaria ed iniziare la ricerca con "ARTVA-vista-udito"
  • durante la ricerca, ogni oggetto rinvenuto (sci, bastoncini, vestiario, ecc) segnerà anche il punto di sondaggio veloce; in caso negativo ogni oggetto va riposizionato in modo stabile e visibile nello stesso posto in cui è stato rinvenuto

Come operare se viene trovato il soggetto sepolto:

  • in caso di esito positivo determinato da ricerca "ARTVA-vista-udito" e sondaggio, provvedere immediatamente a spalare la neve accumulata, cercando di raggiungere prioritariamente la testa del sepolto
  • iniziare a spalare sempre a valle del travolto (si evita una pericolosa quanto inutile perdita di tempo qualora le neve a monte dovesse scivolare verso il punto di escavazione, oltre a facilitare le successive manovre di estrazione del soggetto sepolto); valutare la presunta profondità del sepolto con la sonda e spalare nell'ipotetica profondità del puntale della sonda
  • trovata la testa del soggetto sepolto passare a disostruire le vie aeree da neve o altro presente, facendo attenzione a non causare danni al capo muovendolo impropriamente
  • in caso di incoscienza, di assenza di respiro e di attività circolatoria del soggetto sepolto, provvedere - se addestrati - alla rianimazione cardio polmonare (RCP)
  • provvedere - quindi - ad attuare tutte le misure necessarie a mettere in condizioni di ulteriore sicurezza il soggetto

Come operare se non viene trovato il soggetto sepolto:

  • continuare con decisione, nell'attesa dell'arrivo delle squadre CNSAS, la ricerca nelle zone di accumulo, nelle eventuali curve formate dal flusso della valanga, a valle di alberi e/o massi presenti sul fronte di accumulo della valanga
  • memorizzare con precisione le modalità dell'evento e tutte le azioni di ricerca svolte e - all'arrivo del soccorso - comunicare quanto svolto sino ad allora

Modalità di allertamento:

  • precisi dati identificativi dell'infortunato/i (nome, cognome, residenza) quando possibile ed eventuale numero telefonico dell'apparecchio da cui viene effettuata la chiamata
  • luogo dell'incidente o riferimenti che possano rendere facilmente identificabile il posto
  • descrizione sommaria dell'incidente con precisazione dell'ora in cui è accaduto
  • numero esatto o presunto delle persone travolte e sepolte marca e modello di apparato ARTVA e/o altra tecnologia
  • presenza di eventuali testimoni in grado di fare un'esatta anamnesi dell'accaduto
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