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Sondrio, messa per il Duce: esplode la polemica

La Rete antifascista condanna l'iniziativa promossa dalla Federazione nazionale combattenti per il 9 maggio al cimitero del capoluogo

Un episodio squallido e intollerabile, che avvelena non solo la provincia ma il paese intero. Con queste parole la Rete antifascista di Sondrio condanna la dimostrazione pubblica di mercoledì 6 maggio, quando la Federazione nazionale combattenti Repubblica sociale italiana ha diffuso affisso per la città i manifesti che pubblicizzano la messa "in suffragio di Benito Mussolini" celebrata il 9 maggio presso il cimitero di Sondrio, da Giulio Tam, prete lefebvriano che nel 2009 si candidò alle elezioni europee nelle liste di Forza Nuova.

"Da anni assistiamo inermi e paralizzati all’ indifferenza e al lassismo delle istituzioni - commentano dalla Rete antifascista - che consentono il proseguimento di questi squallidi rituali che infangano il valore fondante di cui la nostra Costituzione è sigillo e su cui la nostra Repubblica è sorta: l’antifascismo. In questi anni di revisionismo e ‘rovescismo’ (come gli storici hanno definito l’attuale tendenza ad infangare la storia della lotta partigiana e del movimento di Liberazione Nazionale criminalizzando e riabilitando la storia del fascismo sconfitto)".

"Riteniamo che si debba reagire puntualmente e con durezza dinanzi all’ignavia e al colpevole silenzio della giunta comunale, della Provincia e del consiglio regionale - accusano dal gruppo - di tutte le Istituzioni che dovrebbero salvaguardare e concretizzare i valori della nostra Costituzione".

La Rete antifascista di Sondrio è nata proprio quest’anno, in occasione del settantesimo anniversario della Liberazione, allo scopo di aggregare i numerosi cittadini convinti che l’antifascismo sia un ideale da incarnare ed esercitare nella prassi di tutti i giorni.

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