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La sede del Tar di Milano

La sede del Tar di Milano

Il Tar annulla il licenziamento dell'ispettore Tavelli

Un nuovo capitolo nel caso del poliziotto in carcere accusato di favoreggiamento di immigrazione clandestina di trans e sfruttamento della prostituzione da un immigrato del Cie dove era di servizio

In carcere e agli arresti domiciliari per 891 giorni, assolto e poi licenziato. Aveva fatto scalpore qualche mese fa la vicenda giudiziaria, o per meglio dire il calvario, dell'ispettore capo di Polizia Mauro Tavelli, 50 anni, di Chiuro. Ma ora il Tar sembra aver messo fine alla sequela di drammatiche vicissitudini che hanno coinvolto il poliziotto valtellinese.

Il tribunale di Milano ha infatti accertato l'illegittimità della sanzione disciplinare che portò alla destituzione dal servizio dell'ispettore Tavelli, assolto in ambito penale perchè i fatti non sussistono.Il suo difensore, l'avvocato Fabrizio Consoloni, chiederà adesso l'immediato reintegro sul posto di lavoro e la corresponsione degli stipendi arretrati, dal 5 giugno 2010, in attesa che il Tar si pronunci in modo definitivo in merito.

L'ispettore Tavelli, come si ricorderà, era finito in carcere a seguito di accuse pesantissime, tra cui concussione, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina di trans, sfruttamento della prostituzione, dopo la denuncia di un immigrato ospite del Cie di via Corelli a Milano, presso il quale spesso prestava servizio.

Accuse che, come ha stabilito il Tar, erano assolutamente inventate, ma che sono bastate a far rinchiudere in cella il poliziotto, a costringerlo poi ai domiciliari e, per finire, a fargli perdere persino il lavoro. Tavelli vorrebbe ora trovare impiego presso la questura di Milano o di Sondrio, limitandosi al momento, come da sua stessa dichiarazione alla stampa, a una vita di rinunce, chiedendo soldi e aiuto ai famigliari. 

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