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Mortirolo, l'appello del comitato pro traforo

"L'opera significherebbe uscire dalla logica di Valle chiusa"

La questione "traforo del Mortirolo" è periodicamente dibattuta, ormai da più di un secolo.

La Giunta di Regione Lombardia si è espressa a riguardo giovedì 28 gennaio. Il presidente Maroni e i suoi assessori hanno infatti preso atto dello studio del traforo del Mortirolo, affidato a Infrastrutture Lombarde.

Questo il comunicato del comitato che si è costituito per sostenere l'opera pubblica.

Il comitato "Traforo Mortirolo Ora" con piacere ha registrato il pensiero del governatore Maroni circa l'opera del traforo del Mortirolo. Sul tema giova ricordare che anche due senatori leghisti (Crosio e Volpi) lo scorso anno presentarono uno specifico progetto di legge. 

Sul tema è inoltre della fine di gennaio la presa d'atto da parte della Giunta Regionale della comunicazione del presidente Maroni di concerto con l'assessore Sorte e il sottosegretario Parolo avente oggetto: "Studio del traforo del Mortirolo per lo sviluppo turistico ed economico della Valtellina e della Valcamonica" che evidenzia l'interesse sul tema.

Da sottolineare anche il recente intervento del presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Giovanni Maggi che ha indicato come giusta direzione per il sistema viabilistico valtellinese quanto il traforo del Mortirolo sia indispensabile: "L'apertura del Mortirolo - ha dichiarato il presidente Maggi - significherebbe uscire dalla logica di Valle chiusa e allontanare il rischio dell'isolamento per aprirsi verso la Regione e non solo".

Nel passato, recente e non, le forze economiche, sindacali e politiche si sono pronunciate su questo importante progetto, convenendo sulla necessità di quest'opera fondamentale per l'industria, l'artigianato, il turismo e il mondo agricolo.

"Abbiamo poi preso atto con favore anche dell'intervento riportato dalla stampa del presidente della Comunità Montana di Tirano, Gian Antonio Pini, che sottolinea l'importanza strategica del collegamento fra la Valtellina e la Valcamonica - evidenzia paolo Oberti, presidente del comitato. Nel merito, la priorità per noi resta quella del trasporto stradale che andrebbe realizzata da subito, ma concordiamo sull'opportunità di pensare, in aggiunta, al trasporto ferroviario cui fa riferimento il presidente Pini.

Giova ricordare come, purtroppo, la Strada Statale 36 rappresenti una minaccia e un problema per l'economia della Valle essendo di fatto l'unica via di accesso per la provincia. "Il rischio di isolamento mi pare che non sia percepito nella sua gravità - ha dichiarato Oberti - non serve stracciarsi le vesti quando la strada viene totalmente bloccata e allora chiunque dovendo impiegare una giornata o più per arrivare a Milano, se ne rende conto".

"L'economia in genere, ma quella valtellinese in particolare - ha concluso Oberti - ha necessità di attrarre nuovi investimenti. Gli investimenti portano sviluppo e posti di lavoro: come pensiamo di attrarre nuovi investimenti o stimolare gli imprenditori che già sono sul territorio a effettuarne di nuovi senza la certezza di una viabilità che garantisca il collegamento stabile con i mercati?".

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