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Rosa Genoni (foto corriere.it)

Rosa Genoni (foto corriere.it)

Da Tirano a Parigi: la storia di Rosa, pioniera della moda italiana

Figlia di un calzolaio e di una sarta, nel 1906 vinse il Gran premio per le arti decorative grazie ad un abito ispirato alla Primavera di Botticelli

Una volta, a dettare legge in fatto di moda, non era certo Milano. Fino alla metà del Novecento almeno, lo scettro di capitale dello stile apparteneva a Parigi. Ma Rosa Genoni, originaria della Valtellina, precorse i tempi, grazie alla sua creatività e occhio per i dettagli.

Nata a Tirano nel 1867 fu attivista contro la guerra e giornalista socialista, ma anche e soprattutto una stilista. A ricordare la sua vita è oggi, 26 marzo, il Corriere della sera, in un articolo firmato da Chiara Vanzetto: a fornire il pretesto è stato un recente incontro alla Società umanitaria, dove la nipote Raffaella Podreider ne ha ricordato la vita e il ruolo da pionera nella storia dello stile italiano.

Femminista ante-litteram, insegnante proprio alla Società umanitaria di Milano, relatrice nel 1914 di una conferenza dal titolo "La donna e la guerra", in cui invitava le donne a rafforzare il fronte di pace, Rosa era figlia di un calzolaio e di una sarta. Con la sua numerosa famiglia abitava a Tirano: tante le bocche da sfamare e i bisogni da soddisfare.

Dunque Rosa, come ricorda il quotidiano nazionale, a dieci anni lasciò la Valtellina per fare l'apprendista in una sartoria milanese. Ma non si accontentò di imparare a cucire: la sera studiava alla scuola serale, imparò il francese - la lingua della moda- e si avvicinò ai primi movimenti femministi. 

Dopo essere divenuta maestra all'atelier Dell'Oro, si recò a Parigi per un convegno sulla questione dei lavoratori: vi restò tre anni, ad imparare i segreti e i trucchi del mestiere di sarta. Una volta tornata in patria, la Maison Haardt et Fils si accorse di lei e la chiamò a lavorare nei propri saloni. Da qui la carriera di Rosa prese il volo: la stilista valtellinese voleva sganciare la moda dal predominio francese e tornò ad ispirarsi all'antica arte del ricamo all'italiana.

Con l'Expo del 1906 Rosa Genoni conquistò gli esperti del fashion di allora: con il suo abito ricamato ispirandosi alla "Primavera" di Botticelli e il mantello da sera tratto dai disegni di Pisanello si aggiudicò il Gran premio per le arti decorative. La passione per la moda viaggiò sempre per lei di pari passo con l'impegno sociale: nel 1928 fondò la prima scuola di cucito per detenute nel carcere milanese di San Vittore.

Rosa scomparve a Varese, nel 1954: è ricordata per il suo anticonformismo nello stile, per la sua personalità poliedrica e per la sua fervente e strenua opposizione al fascismo.

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