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Cane segregato a Villa di Tirano, la Lav chiede la liberazione

"Sopravvive perchè mangia e beve, ma un altro conto è una vita degna"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

LAV Sondrio, il 26 gennaio 2016, ha segnalato le condizioni di custodia di un Golden Retriever di circa 12 anni a Villa di Tirano.

L'associazione era stata interpellata, alcuni giorni prima, da un medico veterinario di trentennale esperienza in animali d'affezione che aveva fornito relazione comprovante il perdurare di una custodia del cane incompatibile con le sue esigenze etologiche e lesiva dei fondamentali diritti riconosciuti dalla normativa in termine di tutela del benessere animale, e l'associazione ha riscontrato dopo un sopralluogo iniziale, l'attendibilità di quanto relazionato dal medico veterinario e di quanto segnalato anche da alcuni cittadini.

A seguito dell'articolo apparso su "La Provincia di Sondrio", con l'intervento del proprietario del cane, l'associazione animalista rimarca alcuni aspetti salienti.

Il proprietario del cane potrà avere in mano il certificato del medico dell'Asl risalente al mese di settembre 2015 che scriveva "il cane sta bene, mangia, è curato e anche la cuccia è adeguata".

Necessita però ricordare che tale relazione era stata redatta in seguito alla richiesta di sopralluogo del medico veterinario libero professionista che aveva chiesto l'intervento dei colleghi dell'Asl e del personale della polizia locale perchè già all'epoca, secondo il suo parere, nella custodia del cane mancavano i requisiti indispensabili per un corretto mantenimento del medesimo in uno stato di buona salute psico-fisica.

Se il proprietario del cane ha in mano quel referto, LAV Sondrio ha in mano la relazione scritta dal medico veterinario con trent'anni di esperienza in cani e gatti, che attesta, ribadisce e conferma che: "A mio parere, affinchè vengano rispettate le basilari regole del benessere animale, non è sufficiente che ci siano acqua e cibo, ma il cane necessita di poter vedere e interagire con l'ambiente che lo circonda. È un animale senziente, pertanto è fondamentale per lui relazionarsi con la natura, con gli altri animali e soprattutto con gli essere umani. Dalle numerose segnalazioni che ho ricevuto ho dedotto che il cane è sempre dentro quella struttura in muratura senza finestre, in totale solitudine. Non posso sapere se viene portato a spasso, ma so per certo che un cane che sporca in maniera copiosa e costante dove vive non esce a sufficienza, o per niente. Non ho potuto visitarlo per verificare le condizioni di salute, ma sicuramente posso affermare che quel cane vive, a mio parere, in condizioni di maltrattamento".

Condizione resa ancora più drammatica dopo il 26 gennaio da alcuni interventi posti in essere dai proprietari del cane che hanno intensificato le già evidenti condizioni di prigionia e segregazione dell'animale.

Un altro aspetto che LAV Sondrio sottolinea è che, secondo il racconto del proprietario, dopo la segnalazione, ignoti hanno preso il cane, salvo poi riconsegnarlo "lavato, col pelo tagliato e pare che persino gli abbiano messo i bigodini".

Fermo restando che l'azione di sottrazione del cane, così come raccontata dal suo proprietario, viene dall'associazione fermamente condannata, nonostante il passaggio dal coiffeur, rimane comunque inconfutabile e indiscutibile che questo cane sopravvive perchè mangia e beve, ma un conto è la sopravvivenza un altro è una vita degna di essere vissuta, anche se, riprendendo l'asserzione del suo proprietario, "si tratta di un animale".

Pertanto, LAV Sondrio chiede che gli Enti preposti alla tutela del benessere animale raccolgano, non solo il parere di un loro collega, ma anche il volere dell'opinione pubblica e sia nell'immediato approntato un piano di "liberazione" dell'animale dalla prigione, ormai invalicabile, nella quale è costretto. L'unico comportamento eccessivo, riprendendo sempre il discorso del proprietario, che in questa vicenda è ravvisabile nei confronti dell'animale, non è la richiesta di ottemperare e rispettare le leggi in maniera di tutela dei diritti degli animali, bensì l'evidente disconoscimento che un cane, e quindi un essere senziente, ha il diritto di essere "libero di vivere" e non "costretto a sopravvivere". C'è una sostanziale differenza tra i due aspetti.

Un ultimo aspetto, ma importantissimo da sottolineare, è quello concernente l'età del cane: non è un cane giovane e quindi viene chiesto a gran voce che sia affidato a persone che ne hanno già fatto richiesta e che sono in grado di accudirlo secondo buon senso e rispetto e non all'insegna del "tanto è solo un animale".

LAV Sondrio

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