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Tirano

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Cancellata dall' "agenda" del Governo: a rischio la tangenziale di Tirano

La realizzazione dell'infrastruttura non compare nel Def, Documento di economia e finanza. Sconcertato il senatore leghista Jonny Crosio

La tangenziale di Tirano, garanzia di una maggiore accessibilità alla Valtellina, inserita tra le opere strategiche dai quattro governi precedenti all’attuale è stata cancellata dal Def, il Documento di economia e finanza appena licenziato dall’esecutivo Renzi.

Nell’annesso programma delle infrastrutture strategiche per il Paese non figurano infatti né la tangenziale di Morbegno né quella di Tirano. Lo ha appurato con sconcerto il senatore della Lega Nord Jonny Crosio.

«Sono allibito per questa decisione ma soprattutto sono preoccupato - dichiara Crosio - perché l’esclusione potrebbe avere serie ripercussioni non tanto su Morbegno, la cui realizzazione è già avviata, quanto su Tirano. Potremmo avere conseguenze sia sulla destinazione dei fondi già assegnati, con il rischio di perderli, che sulle procedure per l’approvazione del progetto, che diventerebbero ordinarie, dunque con tempi biblici rispetto alla procedura agevolata prevista per le opere strategiche».

Il Governo ha individuato 25 opere prioritarie sulla base di tre criteri: l’integrazione con le reti europee, lo stato di avanzamento dei lavori, la presenza di capitali privati. Nulla è dato sapere del destino di quelle cancellate: la provincia di Sondrio è in buona compagnia, considerato che per la Lombardia è stata inserita solo la Pedemontana. Anche se viene annunciato un aggiornamento del Def per settembre, ciò che rimane, per quanto riguarda la Valtellina, Tirano nella fattispecie, è l’incertezza.

«Quello che era stato approvato e condiviso da tutti i governi viene ora cancellato da Renzi che non ha tenuto nella minima considerazione l’impegno di una comunità intera che ha deciso di utilizzare le proprie risorse - conclude il senatore Crosio -. Lascia l’amaro in bocca constatare come, tra le opere individuate, rientri la tramvia di Firenze, che fatico a considerare strategica per l’Italia, probabilmente lo è solo per la città del presidente del Consiglio. Il dato è che mai come in questo momento la Valtellina è snobbata a Roma».

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