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Tangenziale di Tirano, Crosio: «Il governo ci ha ascoltato»

Soddisfazione anche da parte di Bertolini, presidente della Camera di commercio, il quale però avverte: «Servono altre infrastrutture, l'attenzione rimanga alta»

Si è tenuta nel pomeriggio di ieri, martedì 24 febbraio, la riunione della commissione Lavori pubblici durante la quale il presidente di Anas Pietro Ciucci, alla presenza del vice ministro Riccardo Nencini, ha illustrato i risultati ottenuti e le prospettive future, elencando le nuove opere concordate con il Ministero nella riunione di settimana scorsa, tra cui figura anche la tanto attesa variante di Tirano.

Alla riunione era presente anche il senatore leghista Jonny Crosio, il quale ha evidenziato l'importanza del passaggio formalizzato ieri, assicurando di aver sollecitato il presidente Ciucci e il viceministro Nencini affinchè si proceda rapidamente nell'iter.

«Il grido di aiuto lanciato dal territorio nel 2005 per chiedere una viabilità più moderna e sicura è stato ascoltato da questo governo così com’era successo con i precedenti - ha aggiunto - Da Berlusconi a Prodi, da Monti a Renzi, tutti hanno compreso che le istanze della provincia di Sondrio erano giuste, che le opere erano condivise e che c’era l’impegno, straordinario per il nostro Paese, di contribuire a realizzarle».

Anche la Camera di commercio di Sondrio ha accolto con soddisfazione la notizia dello stanziamento dei 90milioni di euro inseriti nel piano triennale di Anas per la tangenziale di Tirano. Secondo il presidente Emanuele Bertolini, questo risultato è stato raggiunto grazie alla coesione degli enti territoriali e della comunità locale, oltre che con il sistema delle imprese che «attraverso la Camera di commercio, con un grande sforzo, partecipa con 5milioni di euro al finanziamento delle tangenziali di Morbegno e Tirano».

Nonostante il traguardo raggiunto, però, mette in guardia Bertolioni, l'attenzione deve rimanere alta: «La situazione di isolamento della provincia di Sondrio rispetto alle grandi direttrici del traffico internazionale richiede infatti la realizzazione di ulteriori opere infrastrutturali, mi riferisco ai trafori Mortirolo, Mesolcina, Spluga e Livigno-Engadina, in grado di rompere l’isolamento rispetto alle grandi direttrici del traffico internazionale».

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