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Ospedale di Chiavenna, futuro incerto e mamme in rivolta

L'iniziativa, nata su Facebook, sta coinvolgendo mamme indignate e non solo

"Insieme per l'ospedale di Chiavenna - reparto ostetricia e ginecologia": questo è il nome del gruppo, che conta quasi 2000 iscrizioni, nato per sostenere il reparto maternità dell'ospedale della città del Mera.

L'obiettivo di di questo gruppo, composto principalmente da mamme "orgogliose" di aver fatto nascere i loro figli nell'ospedale di Chiavenna, ma anche da semplici cittadini, è quello di "dimostrare agli enti locali coinvolti (Azienda Ospedaliera, Comune e Provincia) quanto stia a cuore che il reparto riprenda al più presto le sue normali funzioni, e per condividere tempestivamente informazioni relative alla situazione attuale".

"Non ci interessano posizioni e attriti politici, e questa pagina non é il luogo per esprimerli" scrive Pamela Persenico, fondatrice del gruppo. Un gruppo che nasce dal basso, senza nessuna finalità politica, che vuole "manifestare il proprio sostegno a chi finora ha portato avanti in modo eccellente un servizio chiave per la comunità e vuole sollecitare una risoluzione tempestiva e soddisfacente dei tagli in corso".

L'hashtag #iosononatoachiavenna è ormai virale. Tutti nel gruppo scrivono la loro data di nascita, alcuni postano delle foto, il tutto per dimostrare quanto i cittadini siano legati al proprio reparto maternità.

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