Valchiavenna

Raduno di estrema destra in Valchiavenna, l'Anpi sondriese insorge: "La valle è territorio democratico"

Il presidente Caivano: "Siamo pronti a respingere questo attacco verso i territori nei quali la presenza partigiana fu più forte"

Desta preoccupazioni il raduno di militanti di estrema destra programmato in Valchiavenna per il mese di aprile: sabato 11 e domenica 12, infatti, i gruppi di escursionisti militanti La muvra e i Lupi delle vette hanno organizzato un weekend di "escursioni, arrampicate, letture - si legge nella locandina - montagna e militanza".

Non ci sta l'Anpi di Sondrio, che denuncia con forza l'iniziativa tramite un comunicato a firma del presidente provinciale, Sergio Caivano e chiama alla protesta le forze democratiche.

«Per la seconda volta in quattro anni, la Valchiavenna viene ad essere turbata nella sua tranquillità democratica dalla presenza, per ora solo annunciata, di organizzazioni estremistiche dell’estrema destra - si legge nel comunicato - Abbiamo il dovere di richiamare tutte le istituzioni ad una rigida osservanza democratica e a una attenta vigilanza».

«La Valchiavenna è un territorio decisamente democratico e antifascista che, per il suo passato, non si riconosce certo in organizzazioni estremistiche, tantomeno di estrema destra - prosegue la nota - Abbiamo il dovere di ricordare  che la città del Mera ha dato i natali a Giovanni Bertacchi, a Giulio Chiarelli, A Febo Zenon, alla prima Società Operaia della provincia».

«Il rispetto dei caduti della insensata guerra scatenata da Mussolini e da Hitler, che produsse oltre 6 milioni di morti, il rispetto per quanti si ribellarono alla dittatura fascista e fecero la guerra di Liberazione portandosi dentro i valori della democrazia, della libertà, della pace - afferma Caivano - ci impone di chiedere ancora alle istituzioni di far rispettare il dettato costituzionale per il quale "è vietata la ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. E, in aggiunta, quanto affermato recentemente dalla Corte di Cassazione, ovvero che "anche il semplice saluto romano costituisce un reato", ci impone di non passare sotto silenzio questa seconda sgradita intrusione».

«Insomma, in Valtellina e Valchiavenna le popolazioni sono decisamente antifasciste e democratiche, lo attestano la partecipazione alla guerra di Liberazione, con la massiccia presenza del clero locale. Valtellina e Valchiavenna sono portatrici di  una lunga storia fatta di libertà e di democrazia, solo interrotta con la forza dal fascismo - prosegue duramente il presidente di Anpi - La Costituzione, nata dalla Resistenza, riconosce giustamente a tutti la libertà di parola, di espressione, di associazione. A tutti, con una sola eccezione. Tale libertà non può essere concessa a chi la libertà ha tolto per venti lunghi anni agli altri, come specificato nella legge fondamentale dello Stato. Inoltre le leggi Scelba e Mancino traducono in norme più specifiche il dettato costituzionale, confermato in seguito dalla sentenza della Cassazione».

«Con tutti i chiavennaschi e con le loro strutture democratiche, ci dichiariamo pronti a respingere questo attacco condotto verso territori nei quali la presenza partigiana fu più forte - aggiunge Caivano, ricordando anche la Medaglia d'argento al valore militare per la Resistenza, conferita all'intera provincia dalla Presidenza della Repubblica - Se, nonostante le ripetute prese di posizione delle forze democratiche, l’11 e 12 aprile vedrà la presenza illegittima di  questi sgraditi ospiti in Val Chiavenna, saremo costretti, nostro malgrado, a pensare a forme di denuncia e di lotta diverse.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Raduno di estrema destra in Valchiavenna, l'Anpi sondriese insorge: "La valle è territorio democratico"

LeccoToday è in caricamento