Il maltempo non frena l'ozono: concentrazioni molto alte da inizio agosto

Lo smog fotochimico resta un'emergenza. Secondo i dati di Arpa dal 29 luglio a oggi, soltanto in un giorno i livelli sono rimasti al di sotto del valore obiettivo per la salute pubblica

L'ozono rimane un'emergenza vera, fin troppo sottovalutata dai cittadini e dalle istituzioni. Eppure, con i cambiamenti climatici in atto e il progressivo surriscaldamento del pianeta, lo smog fotochimico da O3 è un inquinante assai pericoloso per la salute pubblica, alla pari (e in stretta correlazione) delle polveri sottili che spesso, a torto, sembrano un problema lontano nel tempo.

Anche a Lecco i dati riguardanti l'ozono in questo inizio di agosto rimangono preoccupanti, così come era stato da fine giugno con la prima ondata di caldo africano e per gran parte di luglio. Il dato emblematico è rappresentato dalla massima media mobile sulle otto ore, il più importante nel monitoraggio dell'ozono troposferico. Secondo i dati registrati da Arpa Lombardia, tranne in un caso negli ultimi dieci giorni a Lecco si è sempre sforata la soglia di 120 µg/m³ che rappresenta il valore obiettivo. Come si evince dal grafico sottostante, il maltempo di inizio mese ha soltanto attenuato la morsa ma non ha portato i benefici sperati, a causa delle temperature rimaste comunque alte nonostante le forti precipitazioni scese sul territorio.

tabelliona ozono lecco agosto-2

Così nel territorio

Non è migliore la situazione in Brianza: a Merate soltanto un giorno ha fornito dati al di sotto del valore obiettivo, il 31 luglio (108 µg/m). La sequenza dal 29 luglio al 7 agosto: 148 µg/m, 150, 108, 144, 125, 130, 127, 143, 143, 122. Meglio non va sul lago e in Valsassina. I dati di Mandello: 166 µg/m, 173, 150, 135, 127, 107 (il 3 agosto), 132, 147, 145, 127. Moggio: 162 µg/m, 171, 161, 137, 136, 113, 142, 149, 151, 125. Migliore è invece la situazione un po' più in quota e lontano dai grandi centri urbani.

Dove si trova l'ozono

In natura più del 90% dell'ozono si trova nella stratosfera (fascia di atmosfera che va indicativamente dai 10 ai 50 km di altezza), dove costituisce un'indispensabile barriera protettiva nei confronti delle radiazioni UV generate dal sole. Nella troposfera (fascia di atmosfera che va dal suolo fino a circa 12 km di altezza) l'ozono si forma a seguito di reazioni chimiche in cui sono implicati inquinanti tradizionali, come gli ossidi di azoto e composti organici volatili. Si tratta, quindi, di un inquinante secondario i cui precursori sono generalmente prodotti da combustioni e da processi che utilizzano o producono sostanze chimiche volatili, come solventi e carburanti. Ancora una volta hanno un ruolo prevalente i motori diesel che rappresentano la fonte emissiva primaria di ossidi d'azoto in Lombardia.

Ozono: l'emergenza dello scorso mese di luglio

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