Santa Maria Hoè: un "villaggio della droga" nel bel mezzo del bosco

Scoperto dal sindaco e dalle forze dell'ordine a meno di mezzora di cammino dalla frazione di Hoè. Brambilla: «Gli spacciatori dormono e mangiano lì, ricevendo clienti che arrivano da fuori e poi tornano in paese come zombie». Questa mattina vertice in Prefettura

L'accampamento degli spacciatori nel bosco

Un vero e proprio villaggio della droga nel cuore del bosco tra Santa Maria Hoè e Colle Brianza. Il fenomeno dello spaccio, che qualche mese fa aveva colpito la zona, sembrava essersi arrestato dopo il blitz delle forze dell'ordine dello scorso luglio. Ma al termine di un breve periodo di tranquillità, gli spacciatori sono tornati. E questa volta hanno fatto le cose in grande (come testimoniato dalle foto), allestendo un vero e proprio accampamento nel verde: la cessione di stupefacenti, in particolare eroina, si consuma proprio lì, con un andirivieni di clienti che, partendo dalla frazione di Hoè, si addentrano nei sentieri per poi tornare in paese in preda agli effetti della droga, creando inoltre problematiche di sicurezza.

Dalle parole ai fatti: blitz nei boschi a lato della "58", spacciatori in fuga

La situazione non è più sostenibile e il sindaco Efrem Brambilla questa mattina è stato accolto in un vertice dal prefetto di Lecco Michele Formiglio. «Una cosa simile non si è mai vista - spiega il primo cittadino di Santa Maria Hoè - Ai primi di luglio avevamo scoperto uno spaccio sistematico sulla Sp58 in direzione Colle, e con il seguente sopralluogo avevamo messo in fuga i responsabili, recuperando telefoni ed effetti personali ora sottoposti a indagini dei Carabinieri di Brivio, che ringrazio per il loro grande lavoro. Per un mese e mezzo siamo stati tranquilli, ma nell'ultimo periodo le segnalazioni ricevute hanno evidenziato una recrudescenza del fenomeno».

Per questo motivo Brambilla, con Carabinieri e Polizia locale, ha ricostruito tutti gli spostamenti degli spacciatori lungo i sentieri che si inerpicano nelle profondità del bosco, fino a giungere alla sorprendente scoperta: un vero e proprio accampamento, a circa venti minuti dalla strada che parte dalla frazione di Hoè. «C'è addirittura un villaggio con capanne, tende, illuminazione, tavolini - continua Efrem Brambilla - La presenza di bevande, cibo e coperte conferma che queste persone, che arrivano da fuori, sono ormai stanziali e qui ricevono i clienti, anch'essi provenienti da altri paesi. Si dice che vendano eroina a prezzi bassissimi, soltanto 5 euro a dose. Abbiamo recuperato diverse siringhe, tanto che ci stiamo ponendo un problema mai avuto in passato, ovvero come smaltirle. I Carabinieri hanno inoltre rinvenuto una chiavetta usb».

Problemi tra clienti abituali e residenti

Uno scenario da incubo, cui si aggiunge un'ulteriore problematica: «I tossicodipendenti, dopo avere acquistato la dose, tornano in paese e si fermano dove possono, nei parcheggi, per "bucarsi" - prosegue il sindaco - Di recente qualcuno ha creato problemi ai residenti, anche nei bar, aggirandosi come zombie e lasciano siringhe ovunque. I cittadini sono esasperati e non sanno più cosa fare. La situazione è diventata intollerabile». Per questo motivo Brambilla ha incontrato il prefetto di Lecco: «Mi ha assicurato che farà di tutto per risolvere questa piaga, mettendo in atto iniziative per debellare lo spaccio - conclude - Lo ringrazio moltissimo. Il prefetto ha a cuore la sicurezza e sono sicuro che riuscirà a mettere in campo iniziative che risolvano la questione alla radice».

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